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Papa in Mozambico: incontro clero, “la vocazione della Chiesa è evangelizzare, non fare proselitismo”

“A volte la paura ci paralizza troppo”: se questa tendenza prevale, il rischio è la “sterile stagnazione della Chiesa”. Ne è convinto il Papa, che nell’incontro con il clero nella cattedrale di Maputo, terzo e ultimo discorso pubblico della prima giornata in Mozambico, ha affermato che “la Chiesa del Mozambico è invitata a essere la Chiesa della Visitazione”: “Non può far parte del problema delle competenze, del disprezzo e delle divisioni degli uni contro gli altri, ma porta di soluzione, spazio in cui siano possibili il rispetto, l’interscambio e il dialogo”. Il Papa, in particolare, ha stigmatizzato la “persistente tendenza che abbiamo alla frammentazione, a separare piuttosto che unire”. L’antidoto, ancora una volta, è la “cultura dell’incontro”, requisito necessario per la “costruzione di un popolo in pace, giustizia e fraternità”, per “lo sviluppo della convivenza sociale e la costruzione di un popolo in cui le differenze si armonizzino all’interno di un progetto comune”. “Come Maria è andata fino alla casa di Elisabetta – ha osservato il Santo Padre – così anche noi nella Chiesa dobbiamo imparare la strada da seguire in mezzo a nuove problematiche, cercando di non restare paralizzati da una logica che contrappone, divide, condanna”. “La vocazione della Chiesa è evangelizzare, non fare proselitismo”, ha aggiunto a braccio: “Il proselitismo non è evangelizzazione, non è cristiano”.

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