Diocesi: mons. Lorefice (Palermo), “vivere la fede nel quotidiano con carità operosa, accogliendo i profughi”

Un ragazzo guarito inspiegabilmente da un tumore e un suicidio evitato, testimoniato da un cappio lasciato al santuario dedicato a santa Rosalia, sul Montepellegrino. Sono gli ultimi due miracoli che sarebbero stati compiuti per intercessione della patrona di Palermo, secondo il reggente del santuario diocesano, don Gaetano Ceravolo. Ne ha dato notizia al termine della solenne concelebrazione presieduta dall’arcivescovo, mons. Corrado Lorefice, in occasione della festa liturgica di santa Rosalia. Nella sua omelia il presule ha richiamato i cristiani a vivere una vita coerente con il Vangelo sull’esempio della patrona diventata eremita per seguire Cristo. “Nella vita di ogni giorno – ha detto Lorefice – l’attesa definitiva della fine dei tempi si vive in una carità operosa, anche se per noi c’è il rischio che la fede si affievolisca o rimanga conformata alle logiche del mondo. La fede si vive nel quotidiano e tutte le volte che abbiamo accolto un profugo, un ammalato, un affamato o un assetato l’abbiamo fatto a Cristo”. All’offertorio le suore del Bell’Amore nel 25° anniversario dell’arrivo a Palermo della fondatrice, suor Nunziella Scopelliti, hanno portato il libro delle loro Costituzioni e i “Parrucchieri solidali” gli strumenti del loro lavoro che utilizzano presso la Caritas parrocchiale di don Orione. Al termine delle celebrazione, una processione con la reliquia di santa Rosalia si è snodata fino alla grotta dallo spiazzo in cui è stata celebrata la messa.

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