75° eccidio Marzabotto: Mattarella, “male non può dirsi mai sconfitto per sempre, pericoli riaffiorano quando gli egoismi avanzano”

(Foto: Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

“La storia, anche quella dolorosa, ci è maestra. Il male che abbiamo conosciuto non può dirsi mai sconfitto per sempre. I pericoli riaffiorano quando la responsabilità si attenua e gli egoismi avanzano. Anche per questo la memoria di Marzabotto e di monte Sole va custodita, come è stato fatto negli anni dalle comunità più ferite: al tempo stesso va trasmessa ai più giovani in modo che i valori di pace e di libertà si rafforzino sempre più come patrimonio comune e come base fondamentale della nostra vita sociale”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio in occasione del 75° anniversario dell’eccidio di Marzabotto che si è celebrato ieri.
“Il 29 settembre del 1944 – ha ricordato il Capo dello Stato – cominciò il barbaro eccidio, e le stragi proseguirono per giorni. Fu un crimine efferato e disumano”. “Alle atrocità della barbarie nazifascista – ha sottolineato Mattarella – la Repubblica e la sua democrazia hanno risposto ponendo al centro la persona, affermando l’aspirazione alla pace e quella alla giustizia, il rispetto dei diritti inviolabili dell’uomo e, insieme, dei diritti delle comunità in cui l’uomo si realizza”.
“La Repubblica – ha notato il presidente – è nata da questo riscatto popolare, dal rifiuto dell’odio e della volontà di potenza, dalla resistenza all’ideologia di sopraffazione e di violenza”. “Le basi repubblicane sono iscritte in una comunità nazionale legata da spirito di solidarietà, che sa riconoscere il bene comune, trovando l’unità nei momenti decisivi e facendosi promotrice di pace e cooperazione. Non più un nazionalismo che esaspera i contrasti: così – ha evidenziato Mattarella – nel dopoguerra è sorta l’Europa ‘unita nella diversità’”.

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