Terzo settore: Griffini (Aibi), “recuperi la credibilità persa negli ultimi anni”. Urgenti “le linee guida per le raccolte fondi”

“Il sottosegretario Stanislao Di Piazza ha di fronte a sé un compito importante. Attendiamo infatti ancora un decreto che stabilisca le linee guida per normare la raccolta fondi, conformemente a quanto previsto dall’articolo 7 del Codice del Terzo settore. Noi auspichiamo che queste nascano per porre un argine al marketing sfrenato di certe multinazionali della solidarietà, che ha ridotto, per fare un esempio, l’istituto del Sostegno a distanza da una vera e propria relazione di dono a una mera raccolta fondi, per lo più senza alcuna regola”. Lo sostiene Marco Griffini, presidente dell’Associazione Amici dei bambini (Aibi), organizzazione nata da un movimento di famiglie adottive e affidatarie oltre trent’anni fa, ha come mission la lotta all’abbandono minorile in Italia e nel mondo, chiede infatti un “codice etico” per la raccolta fondi a fini solidali. “Attualmente – spiega una nota – la raccolta fondi sarebbe normata appunto dall’articolo 7 del Codice del Terzo settore. Questo rimanda però a ‘linee guida adottate con decreto del ministro del Lavoro e delle politiche sociali, sentiti la Cabina di regia di cui all’articolo 97 e il Consiglio nazionale del Terzo settore’, che non sono ancora state promulgate”.
“Le nostre richieste – prosegue Griffini – sono note. Bisognerebbe prevedere: il divieto assoluto di acquisire spazi pubblicitari a pagamento per la raccolta fondi; il divieto assoluto di fare ricorso alla ‘pornografia del dolore’ per attività di comunicazione; il divieto di far transitare soldi raccolti in Italia alle ‘case madri’ estere, con l’obbligo di inviarli direttamente nei Paesi di destinazione; l’assenza di un compenso al presidente e ai membri del Consiglio direttivo; l’impossibilità per chi fa raccolta fondi a fini di solidarietà di retribuire i propri dirigenti e dipendenti con stipendi equivalenti a quelli del settore profit, con l’obbligo di pubblicare sui propri siti i vari livelli retributivi, come già fa Aibi”.
“A Di Piazza offriamo la nostra disponibilità e collaborazione”, garantisce Griffini, che afferma: “Abbiamo un sogno: che il Terzo settore recuperi la credibilità persa negli ultimi anni”. Obiettivo possibile solo con “la trasparenza e la serietà”.

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