Siria: card. Zenari (nunzio), “guerra ha distrutto fiducia reciproca. Curando saniamo le relazioni sociali”

foto SIR/Marco Calvarese

(da Damasco) “La guerra ha distrutto le relazioni e la fiducia reciproca. Una chiesa, una casa, una scuola, un ospedale si possono ricostruire, ma per il tessuto sociale l’opera è molto più difficile. I siriani questo lo sanno bene. Ma curando tutti, possiamo aiutare a sanare le relazioni”. Lo ha detto il nunzio apostolico in Siria, card. Mario Zenari, incontrando nei giorni scorsi a Damasco, una delegazione di Acs-Italia (Aiuto alla Chiesa che soffre) guidata dal suo direttore, Alessandro Monteduro, accompagnato dall’arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, in Siria per una visita di solidarietà (23-26 settembre). Tra i punti toccati dal rappresentante diplomatico quello della grave emergenza sanitaria in cui versa il Paese arabo dove “il 54% degli ospedali siriani sono chiusi o inagibili a causa della guerra che ha provocato anche la fuga all’estero di buona parte del personale sanitario”. Per fronteggiare questa emergenza il nunzio ha lanciato nel 2017 il progetto “Ospedali Aperti”, che si avvale dell’apporto sul campo di Avsi, a sostegno di tre nosocomi cattolici, quelli francese e italiano di Damasco, e il Saint Louis di Aleppo. “Oggi in questi nosocomi offriamo cure mediche gratuite a migliaia di siriani poveri e vulnerabili. Curiamo Pietro e Mohamed, e i loro figli”, ha spiegato al Sir il cardinale, evidenziando come “le cure vengano date a tutti indifferentemente da fede e etnia. È bello vedere la riconoscenza di tanti musulmani verso i cristiani. Curando il fisico possiamo sanare anche le relazioni sociali. Se noi curiamo tutti, possiamo aiutare a sanare le relazioni. Io credo – ha concluso il card. Zenari – che questo sia un momento favorevole per far conoscere l’amore cristiano attraverso le opere e la presenza. Come cristiani dobbiamo essere presenti, vicini e compassionevoli. La ricostruzione della Siria passa anche sui sentieri dell’amore cristiano”. Dal canto suo il direttore di Acs, Monteduro, ha ribadito l’impegno della fondazione pontificia ad aiutare l’ospedale St. Louis di Aleppo a sostenere le spese di gestione e l’acquisto di macchinari e di generatori di corrente, essenziali per garantire il funzionamento delle apparecchiature anche durante i blackout elettrici che spesso si verificano nella città siriana.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Italia