Papa Francesco: a Pont. Consiglio Cultura, robotica utilizzata “solo per aumentare profitti” mette a rischio “dignità” dei lavoratori

“Le problematiche che siete stati chiamati ad analizzare riguardano tutta l’umanità e richiedono soluzioni estendibili a tutta l’umanità”. Lo ha detto il Papa, ricevendo oggi in udienza i partecipanti al seminario “Il bene comune nell’era digitale”, promosso dal Pontificio Consiglio della Cultura e dal Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale in Vaticano dal 26 al 28 settembre. “Un buon esempio potrebbe essere la robotica nel mondo del lavoro”, ha proseguito Francesco: “Da una parte – ha spiegato – essa potrà mettere fine ad alcuni lavori usuranti, pericolosi e ripetitivi – si pensi a quelli emersi agli inizi della rivoluzione industriale dell’Ottocento -, che causano spesso sofferenza, noia, abbruttimento”. Dall’altra parte, però, “la robotica potrebbe diventare uno strumento meramente efficientistico: utilizzato solo per aumentare profitti e rendimenti priverebbe migliaia di persone del loro lavoro, mettendo a rischio la loro dignità”. “I notevoli sviluppi nel campo tecnologico, in modo particolare quelli sull’intelligenza artificiale, presentano risvolti sempre più significativi in tutti i settori dell’agire umano”, ha esordito il Santo Padre, definendo “più che mai necessari dibattiti aperti e concreti su questo tema”, tenendo presente che “l’indiscutibile beneficio che l’umanità potrà trarre dal progresso tecnologico dipenderà dalla misura in cui le nuove possibilità a disposizione saranno usate in maniera etica”. In caso contrario, per il Papa, si imporrà il “paradigma tecnocratico”, che “promette un progresso incontrollato e illimitato, con enormi pericoli per l’umanità intera”.

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