Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. Suicidio assistito, Consulta apre a depenalizzazione. Libia, all’Onu l’attacco di al-Serraj ad Haftar e interferenze straniere

Suicidio assistito: dalla Consulta via libera “a determinate condizioni”. Lo “sconcerto” dei vescovi

In merito al caso Dj Fabo-Cappato, la Corte Costituzionale dopo una camera di consiglio durata una trentina d’ore “ha ritenuto non punibile ai sensi dell’articolo 580 del codice penale, a determinate condizioni, chi agevola l’esecuzione del proposito di suicidio, autonomamente e liberamente formatosi, di un paziente tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetto da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche e psicologiche che egli reputa intollerabili ma pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli”. In attesa di un “indispensabile intervento del legislatore”, la Corte sottolinea che “l’individuazione di queste specifiche condizioni e modalità procedimentali, desunte da norme già presenti nell’ordinamento, si è resa necessaria per evitare rischi di abuso nei confronti di persone specialmente vulnerabili”. In una nota della Presidenza della Cei diffusa poco dopo il pronunciamento, i vescovi italiani “esprimono il loro sconcerto e la loro distanza da quanto comunicato dalla Corte Costituzionale”. “La preoccupazione maggiore – spiegano – è relativa soprattutto alla spinta culturale implicita che può derivarne per i soggetti sofferenti a ritenere che chiedere di porre fine alla propria esistenza sia una scelta di dignità”.

Libia: all’Onu al-Serraj denuncia “l’interferenza” di Francia, Emirati ed Egitto. E accusa: “Haftar criminale assetato di sangue”

All’Assemblea generale delle Nazioni Unite in corso a New York, il premier del governo libico di unità nazionale (Gna), Fayez al-Serraj, ha denunciato “l’interferenza” di Paesi stranieri in Libia, facendo esplicito riferimento a Francia, Egitto ed Emirati Arabi Uniti. Poi ha definito il generale Khalifa Haftar, l’uomo forte della Cirenaica, un “criminale assetato di sangue”. Solo quattro giorni fa il comando generale del sedicente esercito nazionale libico (Lna), guidato da Haftar, aveva dichiarato “che tutte le sue forze di terra, navali e aeree stanno partecipando a un grande attacco contro le milizie nei pressi di Tripoli” e per questo chiedeva “agli abitanti di allontanarsi dalle zone di scontri e dai siti in cui si trovano le milizie”.

Mafia: maxioperazione da Nord a Sud, decine di arresti e sequestri per 35 milioni

Una settantina di arresti in diverse Regioni, da Gela a Brescia, e sequestri per 35 milioni. È il risultato della maxi-operazione antimafia condotta da polizia e guardia di finanza dalle prime ore di oggi. Ad essere disarticolata è stata una cosca di matrice stiddara “che ha pesantemente inquinato diversi settori economici attraverso la commercializzazione di crediti d’imposta fittizi per decine di milioni”. A Gela in 35 sono stati arrestati questa notte nel blitz “Stella cadente”, disposto dalla Direzione distrettuale antimafia nissena. Altri 15 fiancheggiatori sono finiti in manette nel Nord Italia, su disposizione della Dda di Brescia, nell’ambito di un’ordinanza che riguarda complessivamente 75 persone, arrestate per reati finanziari, tutti legati agli affari dei clan. Le indagini svolte hanno permesso di fotografare sia l’ala violenta del clan, quella militare, sia quella imprenditoriale dell’organizzazione che si è infiltrata nell’economia legale grazie ad imprese di comodo e ricorrendo ad estorsioni.

Israele: a Netanyahu l’incarico di formare il governo, da Gantz no alla coabitazione

“Accetto l’incarico, occorre un governo di unità nazionale e la riconciliazione che in questo momento è essenziale”. Questo l’annuncio di Benyamin Netanyahu, a cui il presidente israeliano Rivlin ha affidato l’incarico di formare un nuovo esecutivo a seguito delle elezioni del 17 settembre che hanno consegnato un’assemblea parlamentare spaccata a metà a sostegno di Netanyahu (55 deputati) e di Gantz (54). Dopo l’annuncio di Rivlin, il leader di Blu Bianco ha affermato che “il mio partito non è disposto a far parte di un governo il cui primo ministro possa essere incriminato per gravi capi di accusa. Questa considerazione, insieme ad altre, è per noi ancora più importante che non la spartizione di ministeri, o della alternanza alla carica di premier”.

Indonesia: scossa di magnitudo 6,5 alle Molucche, almeno un morto e un disperso

Almeno una persona morta e un’altra scomparsa, oltre a diversi danni. È questo il provvisorio bilancio della forte sismica che ha colpito alle 6.46 ora locale (l’1.46 in Italia) le isole Molucche, in Indonesia. Il terremoto di magnitudo 6,5 ha ha avuto ipocentro a circa 25 km di profondità ed epicentro in mare a 29 km dalla capitale provinciale di Ambon, una città di alcune centinaia di migliaia di abitanti, dove parti dell’edificio di un’università islamica sono crollate uccidendo un insegnante. Un ospedale della città è stato danneggiato e i pazienti sono stati evacuati in tende all’aperto nel cortile. Risultano anche danni ad abitazioni e frane. Nell’area sono state registrare diverse scosse di assestamento di cui una, poco dopo un’ora, di magnitudo 5,4.

Francia: nube nera a Rouen per l’incendio in un impianto chimico

Erano le 3 di questa notte, a Rouen, in Francia, quando è scoppiato un incendio di grandi proporzioni in un impianto chimico che produce additivi lubrificanti della società Lubrizol, catalogato in base alla Direttiva europea Seveso, vale a dire sotto sorveglianza a causa delle materie prime che utilizza e quindi ad alto rischio. Dall’impianto si è levata un’enorme nuvola di fumo denso e nero visibile a diversi chilometri di distanza. Fiamme altissime si sono sprigionate dai capannoni da cui, secondo quanto riferito di media locali, si sono udite molte esplosioni. Al momento rimangono ignote le cause del rogo e non si hanno notizie di vittime. Evacuata un’area con raggio di 500 metri attorno al sito mentre i residenti di dodici Comuni, Rouen compreso, sono stati invitati a rimanere in casa.

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