Papa Francesco: a Santa Marta, “la tiepidezza spirituale trasforma la nostra vita in un cimitero”

(Foto Vatican Media/SIR)

“Chiediamo al Signore la grazia di non cadere in questo spirito di ‘cristiani a metà’” o, come dicono le vecchiette, ‘cristiani all’acqua di rose’, così, senza sostanza. Cristiani buoni, ma che lavorano tanto – avete seminato molto, ma avete raccolto poco. Vite che promettevano tanto, e alla fine non hanno fatto niente”. Stamattina, durante l’omelia della messa a Santa Marta, Papa Francesco ha invitato a pregare così, come riferisce Vatican News. Che il Signore ci aiuti a “risvegliarci dallo spirito del tepore”, a lottare contro “questa anestesia soave della vita spirituale”.
Per il Pontefice, “questo è il dramma” di “quando ci prende lo spirito di tepore, quando viene quella tiepidezza della vita, quando diciamo: ‘Sì, sì, Signore, va bene… ma adagio, adagio, Signore, lasciamo così… Ma, domani lo farò!’, per dire lo stesso domani e domani rimanda al dopodomani e dopodomani rimanda dopo… e così, una vita di rimandare decisioni di conversione del cuore, di cambiare vita…”.
Secondo il Santo Padre, è un tepore che tante volte si nasconde dietro le incertezze e intanto rimanda. E così tanta gente spreca la sua vita e finisce “come uno straccio perché non ha fatto nulla, soltanto conservare la pace e la calma dentro di sé”. Ma quella “è la pace dei cimiteri”. “Quando noi entriamo in questo tepore, in questo atteggiamento di tiepidezza spirituale, trasformiamo la nostra vita in un cimitero: non c’è vita – ha precisato Francesco -. C’è soltanto chiusura perché non entrino dei problemi come questa gente che “sì, sì, siamo nelle rovine ma non rischiamo: meglio così. Già siamo abituati a vivere così’”.

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