Giornata migrante e rifugiato: mons. Marciante (Cefalù), “apriamo i porti e spalanchiamo le porte delle case”. “Invitiamo a tavola ospite di centri accoglienza”

“Apriamo i porti e spalanchiamo le porte delle case: ciascuno di noi accolga e inviti alla propria tavola un fratello immigrato, ospite dei centri di accoglienza del territorio”. Lo chiede a tutti i cattolici della diocesi di Cefalù il vescovo, mons. Giuseppe Marciante, in occasione della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato dedicata al tema “Non si tratta solo di migranti”. Facendo eco a Papa Francesco – che nel suo messaggio per la 104ª Giornata del migrante e del rifugiato (2018)  ha proposto quattro verbi: accogliere, proteggere, promuovere e integrare -, il vescovo esorta ad un impegno concreto.
L’iniziativa, fissata per domenica prossima, porta la firma del Servizio pastorale missionario e di cooperazione tra le Chiese, della Migrantes, della Caritas diocesana e del Servizio di pastorale familiare che invitano famiglie e parrocchie ad “aggiungere un posto alla propria tavola per un fratello immigrato, per rendersi segno evidente di accoglienza verso gli ultimi, testimonianza diretta di una Chiesa che impara a capire come gli ‘scarti’ diventino pietra angolare”.
A sostenere l’impegno anche le parole del vescovo Marciante che, nel giorno della festa del Ss. Salvatore, patrono della diocesi, ha tracciato la strada del cammino per l’intera comunità a lui affidata: “Non lasciamoci travolgere dall’odio, dal populismo e dalla paura dell’altro. La luce del Cristo trasfigurato faccia nascere o rafforzi in noi la mentalità dell’accoglienza e dell’integrazione, ci spinga a un forte rinnovamento interiore che ci allontani dal vedere nel fratello immigrato un peso da portare”.

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