Diocesi: mons. Perego (Ferrara), “una pastorale missionaria è fonte di vocazioni, perché apre lo sguardo al mondo”

“Una pastorale missionaria è fonte di vocazioni, perché apre lo sguardo al mondo, pone maggiormente in relazione Chiesa e mondo, rende più attenti all’uomo, appassiona all’uomo, nelle sue gioie e nelle sue speranze, nelle sue tristezze e nelle sue angosce, soprattutto se povero, debole, abbandonato, lontano”. È quanto ha detto oggi mons. Gian Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio, che questo pomeriggio ha tenuto l’omelia nel santuario di S. Luca durante la messa di inizio anno del Seminario regionale di Bologna. Un seminario, quello di Bologna, che abbraccia le Chiese dell’Emilia Romagna, come ha ricordato mons. Perego: “La nostra Chiesa ha deciso non di rinunciare ma di condividere il cammino verso il presbiterato, con lo sguardo ad arricchire e non sacrificare sul piano umano, formativo, spirituale ogni esperienza vocazionale che guarda alla scelta presbiterale”. Il tema della missionarietà ha fatto da filo conduttore nell’omelia dell’arcivescovo di Ferrara. “Uno slancio missionario – ha ricordato – che non può non essere assunto nel cammino di formazione in Seminario, con quella educazione alla libertà, alla povertà, alla responsabilità che ha i tratti evangelici del viaggio, con quella comunione e condivisione del cammino, con quella attenzione doverosa e aperta a tutti, con una preferenza per i più poveri e sofferenti”. “Non temiamo di intraprendere, con fiducia in Dio e tanto coraggio, una scelta missionaria capace di trasformare ogni cosa – ha detto mons. Perego riprendendo le parole di Papa Francesco –, perché le consuetudini, gli stili, gli orari, il linguaggio e ogni struttura ecclesiale diventino un canale adeguato per l’evangelizzazione del mondo attuale, più che per l’autopreservazione”.

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