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Regno Unito: Suprema Corte, Johnson non poteva chiudere il parlamento. Bercow, “attività di Westminster deve riprendere”. Premier in bilico

Boris Johnson ha violato la legge chiedendo alla Regina Elisabetta di sospendere il parlamento lo scorso agosto. L’ha deciso la Suprema Corte londinese all’unanimità. Lady Hale, che guida gli undici lord che siedono nel tribunale britannico di ultimo appello, è stata chiarissima. L’attività del parlamento va protetta perché sovrana nella costituzione britannica e il primo ministro l’ha danneggiata in modo grave chiedendo alla sovrana di far tacere i deputati per cinque settimane. La giustificazione data dal premier, che aveva affermato di avere bisogno di quel periodo di tempo per preparare la legislazione per il prossimo anno, non regge, ha spiegato ancora il giudice. “Ci vogliono, di solito, dai 4 ai 6 giorni, per questo lavoro. Non cinque settimane. Chiaramente il primo ministro voleva evitare che i deputati interferissero nel processo di uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea che entra, in questo periodo, nella sua fase cruciale”. “Il parlamento non è mai stato sospeso. La decisione del premier è nulla e senza alcun effetto”, ha detto ancora Lady Hale. “Tocca adesso al presidente della Camera dei deputati decidere come procedere”. Appena pochi minuti dopo la lettura della sentenza John Bercow, che guida la Camera dei Comuni, ha dichiarato che “l’attività di Westminster deve riprendere immediatamente”. Secondo la Bbc si tratta di un colpo devastante per il primo ministro britannico del quale molti chiederanno, da oggi, le dimissioni.

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