Papa Francesco: a Nuovi Orizzonti, “siete stati chiamati, guardati, vinti, accarezzati”

(Foto Vatican Media/SIR)

“Voi siete stati chiamati, guardati, vinti, accarezzati: la carezza di Gesù. Gesù, qui, ci insegna una cosa bella: che l’unico gesto, l’unica volta nella vita in cui si è pienamente umani nel guardare una persona dall’alto in basso, è per aiutarla a sollevarsi. L’unica”. Lo ha detto Papa Francesco parlando a braccio questa mattina durante la visita a sorpresa alla “Cittadella Cielo” di Frosinone. “Il nostro Dio è vicino”, ha proseguito Francesco: “Non è un Dio lontano, Gesù non è lontano. Si è fatto Gesù per camminare con noi, per fare questo gesto: alzarci; per riempire il cuore, per guardarci con amore, per parlarci con quella voce che solo Lui ha, per vincere la battaglia dei desideri un po’ confusi che noi non riusciamo a capire”.
Francesco ha poi ricordato che “Gesù non ci toglie la libertà di tornare indietro, no, ma, c’è una soglia definitiva”. E per spiegarsi ha fatto riferimento alla morte in croce di Gesù: “i segni della morte” – il coltello, i chiodi, tutti i segni della morte di Gesù – “cadono. Sono loro ad andare all’inferno, io ne sono uscito. Ma se ognuno di noi – dopo lo sguardo, dopo la chiamata, dopo la vittoria di Gesù – vuol portarsi uno di questi, ancora gli manca qualcosa”. “Gli manca ancora – ha ammonito – di far uscire qualcosa dal cuore, che non ha pienamente aperto. Si porta un dolore, si porta un risentimento, si porta una nostalgia… No, devono cadere tutte, e cadono”. “Questo è il segno: questo è il segno che io ho visto in tutti voi. Il mio – ha rivelato – ancora non l’ho visto, ma… È quell’odore, quell’odore brutto che rimane, perché non sono capace di aprire bene le finestre e lasciare che venga lo Spirito Santo a pulire tutto”. “Mi porto qualcosa dentro – ha proseguito -, quel ‘ma, però…’, la logica del ‘ma’. ‘Sì, questo sì, il Signore mi ha dato tanto, ho trovato il Signore, ho lasciato… ma…’. Cosa ti manca? ‘Ma’. Quando il Signore ci guarda, ci parla, ci invita, ci vince, il ‘ma’ cade. Se tu vuoi avere questi segni, vuoi camminare sulla logica del ‘ma’, ancora non hai lasciato entrare il Signore”.

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