Germania: documento dei vescovi “Evangelizzazione e globalizzazione”. “Chiamata di Gesù valida 2000 anni fa e anche oggi”

Nell’ambito dei lavori della Assemblea plenaria autunnale della Conferenza episcopale tedesca (Dbk), in corso a Fulda, è stato presentato oggi il documento “Evangelizzazione e globalizzazione”. Il documento fa seguito a due precedenti pubblicazioni: “Tempo per seminare – Essere una Chiesa missionaria” (2000), e “Tutta la salvezza per tutti i popoli. La missione della Chiesa universale” (2004). Il nuovo documento analizza gli sviluppi globali del presente e del passato recente e considera il loro significato per l’ulteriore sviluppo della missione cristiana. “La chiamata di Gesù, il Vangelo, ai confini della terra era valido 2000 anni fa – e lo è oggi”, ha affermato il presidente della commissione “Chiesa mondiale”, l’arcivescovo di Bamberg, mons. Ludwig Schick, alla presentazione del documento. La missione della Chiesa è “testimoniare la preoccupazione di Dio per tutte le persone in ogni epoca storica”. Tuttavia, essa può raggiungere le persone con il messaggio di fede solo se comprendono e tengono conto della situazione mondiale di oggi, dei modi di vita e degli sviluppi culturali formativi. La nuova proposta della Dbk sottolinea che l’attuale situazione sociale globale è dovuta a una progressiva globalizzazione, ovvero a una rete di tutte le sfere della vita (ad esempio economia, scienza, cultura), caratterizzata da migrazione e tecnologie globali di informazione e comunicazione. A livello religioso, l’età è “determinata dalla pluralità e dalla differenziazione, nonché dalla secolarizzazione e dal fondamentalismo”.
Per Schick, di fronte alla globalizzazione, oggi è necessario rafforzare la Chiesa come attore globale e rete globale: “Per poter cogliere le opportunità offerte dalla situazione attuale per la diffusione della fede dobbiamo imporci di diventare sempre più intensamente una Chiesa come comunità globale di preghiera, solidarietà e formazione. Anche in Germania non dobbiamo soccombere al pericolo del provincialismo ecclesiastico, ma dobbiamo – molto più da vicino che in passato – lavorare sulla rete della Chiesa universale”. In questo senso, ha ribadito l’arcivescovo di Bamberg, “lo sforzo per la pace e la giustizia fa parte della missione della Chiesa, fa parte della proclamazione del Regno di Dio”.

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