Cile: siccità record nelle regioni del centro. Appello dell’amministratore apostolico di Valparaíso, “urgente cambiamento radicale dello stile di vita”

La zona centrale e centrosettentrionale del Cile sta vivendo il peggior periodo di siccità degli ultimi sessant’anni. Tra le regioni del Coquimbo e del Maule sono morti circa diecimila animali d’allevamento (bovini nel 70% dei casi). Una catastrofe ambientale ed economica, che colpisce particolarmente le regioni del Coquimbo (dove la perdita degli animali allevati supera il 50%) e di Valparaíso, dove stanno morendo anche le api per la mancanza di flora.
È di ieri una nota dell’amministratore apostolico di Valparaíso, mons. Pedro Ossandón Buljevic, il quale scrive che la grave crisi idrica è “conseguenza dell’emergenza climatica che minaccia non solo il creato, ma anche molte persone e famiglie della nostra comunità”.
Prosegue l’amministratore apostolico: “Ci troviamo di fronte a una crisi socio-ambientale che colpisce l’intero pianeta. Ne stiamo vivendo le conseguenze nella nostra regione e nella nostra diocesi. È urgente un cambiamento radicale dello stile di vita, soprattutto nella produzione e nel consumo. In altre parole, serve una ‘conversione ecologica’, così come segnala Papa Francesco”. Mons. Ossandón formula, a questo proposito, alcune proposte di gesti concreti, a partire da un’assunzione personale e comunitaria di questa realtà, per la quale sono necessarie azioni di controllo delle emissioni da parte delle autorità. Ma importanti sono anche il risparmio e l’uso corretto dell’acqua nelle imprese, nelle case e negli spazi comuni, le occasioni di informazione e riflessione sull’uso dell’acqua, la celebrazione di messe, la recita di preghiere l’organizzazione di processioni per chiedere la pioggia.

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