Ucsi dal Papa: De Luca (presidente), “lo ringrazieremo per sua testimonianza e gli chiederemo come attualizzare Concilio oggi”

“A Papa Francesco diremo chi siamo e perché andiamo da lui: per ringraziarlo della sua testimonianza, per chiedere la sua benedizione e ascoltare le indicazioni che vorrà dare all’Ucsi per il cammino dei prossimi anni perché, come tante associazioni, anche noi ci troviamo a riflettere su quelle che devono essere le nostre formule associative, le nostre regole, pensate molti anni fa, rinnovate via via nel tempo, ma che oggi ci domandiamo se sono ancora adeguate”. Lo afferma Vania De Luca, presidente nazionale dell’Ucsi, in occasione dell’udienza che oggi Papa Francesco concede all’associazione, che quest’anno festeggia i sessant’anni. “Dal Papa ci aspettiamo l’incoraggiamento per il giornalista cattolico dei prossimi anni – evidenzia De Luca –. Il Papa per noi è un grande esempio della Chiesa in uscita, della cultura dell’incontro di cui è un grande testimone a livello mondiale, dell’attenzione alle povertà e all’uomo, dell’apertura verso le altre religioni: a me ha colpito molto che Papa Francesco ha messo in atto tanti gesti profetici sul fronte della fraternità, basti pensare al Documento sulla Fratellanza di Abu Dhabi. I fondatori dell’Ucsi, nel periodo preconciliare, avevano scelto, tra quelle che avrebbero caratterizzato la mission dell’associazione, la parola fraternità. Papa Francesco sta andando al cuore dell’intuizione conciliare, di oltre cinquant’anni fa, per attualizzarla oggi. È la sfida che anche l’Ucsi vuole raccogliere: da lui ci aspettiamo che ci aiuti a capire attraverso quali strade, quali scelte, quali sì e quali no”.
Dopo l’udienza con il Papa, conclude la presidente nazionale, “ci riuniremo in Consiglio nazionale per avere una prima risonanza di quello che ci avrà detto il Santo Padre e per decidere la sede e la data dell’assemblea elettiva nazionale della primavera 2020”.

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