Rome Via Pacis: mons. Vesco (Athletica Vaticana), “rappresenta il dialogo e la fraternità che tentiamo di vivere ogni giorno a Oran”

“Questa corsa rappresenta ciò che tentiamo di vivere nel quotidiano della nostra piccola diocesi: il dialogo le la fraternità”. Lo dice in un’intervista al Sir il domenicano francese mons. Jean-Paul Vesco, 57 anni, dal 2013 vescovo di Oran (Algeria), in prima linea nel dialogo interreligioso, soprattutto con il mondo musulmano, incontrato ieri al traguardo della Rome Half Marathon Via Pacis, la prima e unica mezza maratona interreligiosa al mondo, convocata da Roma Capitale e Athletica Vaticana, con l’organizzazione della Fidal (Federazione italiana di atletica leggera). Ieri mattina il vescovo podista, con i colori bianco-gialli di Athletica Vaticana ha chiuso sotto la pioggia in poco più di 1h40’ i 21 km della competitiva (partenza e arrivo a via della Conciliazione) che, oltre a San Pietro, ha toccato la sinagoga, la moschea, le chiese ortodossa, metodista e valdese, e i templi buddista e induista con l’obiettivo di promuovere attraverso lo sport il dialogo e l’integrazione tra persone di culture e religioni diverse.Una mission rilanciata da Papa Francesco nel suo saluto ai runner in piazza san Pietro, dopo la recita dell’Angelus: “Saluto i partecipanti alla Via Pacis, corsa podistica che ha attraversato questa mattina le strade di Roma, per portare un messaggio di pace, di fraternità e soprattutto di dialogo tra culture e religioni diverse”. “Sono stato felice di gareggiare insieme a tanti amici, ma anche di offrire attraverso la corsa una testimonianza concreta di dialogo, di amicizia, di speranza e di pace”, dice il presule per il quale “correre è anche uno spazio interiore: è pregare e meditare insieme, ossia pregare due volte”. Nel richiamare le beatificazioni di 19 martiri cristiani, lo scorso 18 dicembre, mons. Vesco ricorda i due tempi della cerimonia vissuti insieme con i musulmani – uno nella grande moschea di Oran e uno nella basilica di di Notre-Dame di Santa Cruz  – e fa il punto suol dialogo: il nostro, precisa, “più che un dialogo teologico è un dialogo della vita; ogni giorno tentiamo di mettere in pratica la fraternità”.

 

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