Clima: Guterres (Onu), “l’emergenza è una gara che stiamo perdendo, ma che possiamo ancora vincere”

(da New York) “Questo non è un vertice di discorsi sul clima. Abbiamo avuto abbastanza discorsi. Questo non è neppure un vertice di negoziazione sul clima. Non si può negoziare con la natura. Questo è un vertice sulle azione per il clima”. Antonio Guterres chiarisce senza mezzi termini le ragioni che lo hanno spinto a convocare il Summit sul clima che si è aperto da poche ore alla sede delle Nazioni Unite. Tra i leader in platea, accanto ad Angela Merkel e al presidente dell’India Modi è seduto anche il presidente americano Donald Trump che inizialmente aveva annunciato di voler disertare l’incontro. Il segretario generale dell’Onu si aspetta da governi, imprese e società civile che si facciano non annunci ma passi concreti per affrontare il cambiamento climatico. “I governi sono qui per dimostrare che sono seriamente intenzionati a migliorare il loro contributo sia a livello nazionale che secondo gli accordi di Parigi – prosegue Guterres –. Le città e le imprese mettano in mostra la loro leadership, investendo in un futuro verde. Gli attori finanziari sono qui per potenziare la loro azione e distribuire risorse in modi fondamentalmente nuovi e significativi” perché il mondo va salvato insieme e “l’emergenza climatica è una gara che stiamo perdendo, ma è una gara che possiamo ancora vincere” soprattutto per i giovani che insistono sulla responsabilità di chi li governa e chiedono azioni urgenti. Guterres ha dialogato a lungo con loro, sabato scorso durante il summit dei giovani per il clima e anche stamattina si è fermato ad ascoltare il discorso di Greta Thunberg e di altri due giovani attivisti che hanno chiesto azioni alla platea politica in ascolto. I leader che stanno prendendo la parola sul palcoscenico sono stati invitati direttamente dal segretario generale che ha vagliato le iniziative intraprese nei loro Paesi e le ha giudicate interessanti e da condividere con gli altri leaders mondiali. La cancelliera tedesca Angela Merkel ha spiegato il suo progetto verso la “neutralità climatica”. Oggi la Germania è abitata dall’1% della popolazione mondiale e produce il 2% delle emissioni globali, ma attraverso investimenti in trasporti, isolamento delle case, produzione di energia pulita, punta ad arrivare nel 2030 a questa neutralità. “Abbiamo raddoppiato il nostro contributo a livello internazionale alle agenzie di protezione del pianeta, ma anche a casa stiamo investendo sui lavoratori dei vecchi settori energetici per prepararli al nuovo e accompagnare la transizione inevitabile”. L’agire tedesco non vuole lasciare indietro nessuno come auspicato a più riprese da Guterres e vuole essere un monito anche agli altri leaders.

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