Fridays for future: Masullo (Greenaccord), “conversione reale dell’economia verso la sostenibilità ambientale e sociale”

Migliaia di studenti sono scesi in strada in Australia, Thailandia, Indonesia ed India, dando inizio, venerdì 20 settembre, allo “sciopero globale” in vista del summit Onu sul clima, in programma da lunedì a New York. Manifestazioni e cortei sono in programma in 150 Paesi di tutto il mondo. Il clou è previsto proprio a New York, con Greta Thunberg. Anche in Italia è “obiettivo primario” del nuovo Governo “la realizzazione di un Green New Deal”. “Noi siamo in uno di quei momenti cruciali della storia, in cui il paradigma di regole e di valori che ha guidato il mondo nei secoli precedenti viene riconosciuto come inadeguato a mantenere la prosperità dell’umanità nel futuro. La comunità scientifica mondiale non è mai stata impegnata in modo così massiccio, diffuso e coordinato come avviene oggi per i cambiamenti climatici”, osserva, in un’intervista al Sir, Andrea Masullo, direttore scientifico di Greenaccord. “C’è una pressoché unanime convergenza nel ritenere la crisi climatica e tutte le altre crisi ecosistemiche, da essa innescate o aggravate, talmente serie da mettere a rischio, insieme alla biodiversità, l’abitabilità di ampie parti del pianeta e di conseguenza minacciare la stessa civiltà umana – aggiunge -. È chiaro cosa si dovrebbe fare, anche nei documenti e nelle strategie degli organismi internazionali: si pensi agli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite o alle strategie sul clima e sull’economia circolare dell’Unione europea”. Eppure, rileva l’esperto, “è il vecchio paradigma che ancora guida l’economia, con l’incredibile inerzia dei suoi successi del passato; il nuovo, benché necessario, fatica ad affermarsi”.

Conte ha auspicato l’inserimento della protezione ambientale e della biodiversità tra i principi costituzionali: “È molto importante, oggetto di molte iniziative mai giunte a compimento anche nel recente passato – osserva Masullo -; sancisce che la biodiversità è un patrimonio inalienabile di tutti i cittadini, fonte primaria di salute e benessere per il presente e per il futuro, che trova il suo significato solo in una conversione reale dell’economia verso la sostenibilità ambientale e sociale; senza di questo rischierebbe di restare un’affermazione di principio, non rispettata come il diritto al lavoro per tutti”.

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