Teologia: don Repole (Ati), “valutare una sua metamorfosi di fronte ai cambiamenti antropologici”

“La messa in discussione della stessa eccezione umana nel novero dei viventi e nell’universo costituisce un dato con il quale è indispensabile fare i conti”. Lo ha detto don Roberto Repole, presidente dell’Associazione teologica italiana (Ati), aprendo oggi a Enna il convegno nazionale su “Neuroscienze, new-media ed economia”. “Il connubio è così radicale ed epistemologicamente denso da coinvolgere la teologia al punto tale da farci chiedere se sia ancora sensato, oggi, un discorso teologico sull’umano o se risulti ormai inevitabilmente e strutturalmente inadatto, finendo per essere perciò persino inutile”, ha osservato il teologo. La sfida indicata è quella di “cogliere se e in che modo un discorso teologico possa risultare ancora sensato nel contesto dei mutamenti antropologici odierni”. “Si potrebbe dire che la domanda circa la possibile metamorfosi dell’umano debba essere assunta dai teologi come una sfida a chiedersi se sia necessaria oggi anche una sorta di metamorfosi della teologia”. La consapevolezza di partenza è di “non fingere in alcun modo di avere già una teologia capace di assumere fino in fondo le trasformazioni che toccano l’umano”. “Forse è necessario un vero esercizio di umiltà che ci permetta di chiederci molto onestamente che cosa possiamo ancora teologicamente dire al cospetto dei cambiamenti antropologici attuali e che ci consenta di fare l’esperienza di  un’autentica ricerca teologica”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Europa

Informativa sulla Privacy