Italia-Germania: Mattarella ha incontrato Steinmeier, “Ue cantiere non compiuto, meccanismi comuni di redistribuzione dei migranti”

(Foto: Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

“Le relazioni tra Germania e Italia sono al massimo livello di eccellenza, sia nell’ambito bilaterale che nell’appartenenza europea”.  Lo ha detto il presidente Sergio Mattarella al termine del colloquio con il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier. Il capo dello Stato ha indicato nel Paese tedesco il “nostro principale partner economico”. “Le nostre economie sono fortemente integrate e connesse fra di loro – ha aggiunto -. La Germania è il nostro partner principale, con un interscambio di 130 miliardi di euro. È una grande collaborazione tra le nostre imprese e le nostre aziende”. Mattarella ha poi evidenziato come “attraverso e per effetto della moneta unica, dell’euro, vi sia tra le nostre economie una strettissima collaborazione che riguarda e coinvolge le imprese grandi, piccole e medie”. Ricordando che “i giovani studenti tedeschi e italiani che scelgono l’Erasums” rispettivamente nei due Paesi sono in numero crescente, il capo dello Stato ha sottolineato come “gli 800mila italiani che vivono in Germania operosamente sono ben accolti”. Tra i temi del dialogo, il futuro dell’Unione europea: “Abbiamo ribadito il carattere storicamente importante dell’integrazione”, ma “siamo consapevoli che l’Unione è ancora un cantiere non compiuto”. Resta da integrare, secondo il presidente della Repubblica, “l’architettura dell’unione economica e monetaria”. A proposito delle migrazioni, “ho ringraziato il Presidente Steinmeier per la disponibilità della Germania ad accogliere migranti, disponibilità che è sempre stata manifestata e praticata”. “Crediamo che sia necessario che i Paesi che avvertono la responsabilità comune di fronte a un fenomeno epocale come quello delle migrazioni trovino soluzioni, sperando che siano condivise dall’intera Unione europea, ma che comunque consentano dei meccanismi automatici di distribuzione dei migranti e dei rimpatri posti a carico dell’Unione – ha precisato Mattarella -. Cioè, l’Unione dovrebbe adottare e assumere in sé l’onere dei rimpatri, perché è in grado di farlo con maggiore efficacia di quanto non possono fare i singoli Paesi, rimpatriando, con rispetto della loro condizione e dei diritti umani, coloro che non hanno titolo per l’asilo e non vanno mantenuti nei Paesi europei”.

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