Irlanda: mons. Martin (Dublino), la scuola colmi “disuguaglianze”; sempre più giovani e giovanissimi nella spirale delle droghe

“Nella società fratturata di oggi dobbiamo costruire una rinnovata cultura di pace e giustizia, di ospitalità e accoglienza, di obiettivi e speranza”. È un passaggio dell’omelia dell’arcivescovo di Dublino Diarmuid Martin che ieri sera ha celebrato una messa al Saint Patrick’s College, a Drumcondra, per l’inizio dell’anno scolastico in Irlanda. Nelle parole di mons. Martin diversi appelli: a una “eccellenza scolastica” che sfidi i giovani “a spostarsi oltre il proprio mondo”; a percorsi formativi che consentano “a ciascuno, specialmente a coloro che hanno difficoltà o sono emarginati, di trovare i propri doni e fiorire”. Se “il villaggio educativo” irlandese ha fatto passi avanti, “è ancora un villaggio segnato dalla disuguaglianza”: ci sono “scuole meravigliose” e “scuole con risorse limitate e in cattive condizioni”; “gruppi di ragazzi che presentano svantaggi educativi”, come i “bambini con autismo”, i cui bisogni “richiedono un’iniezione di nuove risorse”, o i bambini nomadi. Se le scuole non possono sanare tutte le fratture sociali, sono un “barometro dei bisogni fisici ed emotivi dei bambini”, come di quelli che “tornano dopo le vacanze scolastiche visibilmente più magri”. “Particolarmente preoccupato” si è detto mons. Martin “per il crescente abuso di droghe e sostanze tra i giovani, anche i giovanissimi”: “Dobbiamo fare di più per aiutare i nostri giovani”. Riguardo alle scuole cattoliche ha dichiarato, tra l’altro: “Una scuola cattolica non è un archivio di certificati battesimali, ma deve riflettere ciò che significa la meravigliosa realtà del battesimo”, cioè che “tutti sono riconosciuti come figli dell’unico Dio, con le stesse opportunità, aspirazioni e speranze”.

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