Padre Pier Luigi Maccalli: padre Porcellato (superiore generale Sma), “appena le condizioni lo consentiranno pronti a tornare in quella zona del Niger”

È passato un anno dal rapimento di padre Pier Luigi Maccalli, missionario della Società delle Missioni Africane, in Niger. Un anniversario che la Sma, dice al Sir il superiore generale, padre Antonio Porcellato, “vive con trepidazione, con la fiducia che padre Gigi sia vivo e con una incessante preghiera per la sua liberazione. Il suo rapimento è stato occasione di un sussulto in tutta la Società delle Missioni Africane e nelle suore Missionarie di Nostra Signora degli Apostoli, in tutto circa 1500 missionari e missionarie per l’Africa. Un sussulto di preghiera per lui, di coscienza della nostra vocazione missionaria, del dono della nostra vita a Dio per la missione. Mi pare che la frase iniziale del testamento spirituale di padre Christian de Chergé, il priore di Tibhirine, esprima questa coscienza in modo mirabile: ‘Se mi capitasse un giorno (e potrebbe essere anche oggi) di essere vittima del terrorismo che sembra voler coinvolgere ora tutti gli stranieri che vivono in Algeria, vorrei che la mia comunità, la mia Chiesa, la mia famiglia si ricordassero che la mia vita era donata a Dio e a questo Paese’”.
Prima del rapimento si contavano quattro parrocchie, a Makalondi, Bomoanga, Kankani e Torodi, tutte affidate a una decina di missionari e laici missionari Sma italiani, spagnoli, indiani e beninesi. Nei mesi dopo il rapimento hanno tutti dovuto ripiegare sulla capitale su ordine delle forze di sicurezza. “Con l’arcivescovo di Niamey – spiega il superiore generale -, siamo in attesa che si ristabiliscano condizioni minime di sicurezza per poter riprendere la presenza in questa zona e assicurare la guida pastorale e le celebrazioni dell’Eucaristia alle comunità cristiane spesso molto giovani come fondazione”. “Per noi missionari Sma questo è un luogo tipico della nostra tradizione di prima evangelizzazione in zone rurali per i popoli più ai margini della società. Appena si ristabiliscono le condizioni siamo pronti a ritornare”, conclude padre Porcellato.

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