Nicaragua: vescovi, “per un Guatemala riconciliato superare la crisi di fiducia. Verità e perdono sono le strade verso la pace”

Un lungo messaggio, a distanza di diversi mesi dal precedente, in occasione della Festa nazionale e della Settimana di preghiera per la pace, per chiedere un “Guatemala riconciliato”. La Conferenza episcopale nicaraguense (Cen) si rivolge a tutti i fedeli e agli uomini di buona volontà e, di conseguenza, a tutto il popolo. “La verità e il perdono sono il fondamento e la strada verso la pace”, scrivono i vescovi, per i quali “abbiamo vissuto nella nostra carne la Passione di Gesù in questo anno e mezzo di sofferenza e di dolore”, dall’inizio cioè delle repressioni del governo di Daniel Ortega rispetto alle manifestazioni pacifiche poi soffocate nel sangue. Nel messaggio non si nasconde la profonda crisi politica, sociale ed economica che sta vivendo il Paese. “Ci sono segnali che il nostro vestito istituzionale è stretto” e la cittadinanza “chiede cambiamenti e riforme profonde. La diseguaglianza economica, la disoccupazione e la mancanza di opportunità appaiono come mali endemici”. Il messaggio, firmato dagli attuali 8 vescovi titolari delle diocesi del Paese, si chiede tuttavia se non sia possibile mantenere la speranza, “anche quando tutto sembra indicare che non esiste un potere capace di risolvere la nostra crisi”. La risposta sta nel discorso di Papa Benedetto XVI ad Aparecida (2007), nel quale si parlava di pilastri che danno sostegno alla convivenza: verità, giustizia, libertà, fraternità, solidarietà. I vescovi parlano di “crisi di fiducia” che si è instaurata nel Paese ed è alla base, in particolare, del fallimento dei vari tentativi di dialogo. La sfiducia “taglia la trama del tessuto umano e fa collassare il muro che sostiene il tempio, la nazione, la famiglia”. Occorre, perciò, “migliorare la coltivazione della fiducia con la cultura dell’incontro”, nel rispetto e nell’ascolto delle diversità”.

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