Festa media Cei: p. Ronchi, “la comunicazione di Gesù attraverso parabole la più democratica e laica”

“Il metodo di Gesù prende storie di vita e ne fa storie di Dio, prende immagini di vita e ne fa immagini di Dio, parla di cielo parlando di terra”. Lo ha detto il teologo padre Ermes Ronchi, intervenuto ieri alla festa dei media Cei, promossa dalla diocesi di Monreale a Terrasini, sul tema “Per questo parlò loro in parabole: perché pur vedendo non vedono, e pur udendo non odono e non comprendono… Anche oggi”. “È sorprendente questo legame tra felicità, immaginazione e comunicazione – ha aggiunto -. L’immaginazione può reincantare la vita, trasmettere sogni, svegliare la capacità di stupore”. Nelle sue parole la convinzione che “la comunicazione di Gesù attraverso parabole sia la più democratica e la più laica. Non ci sono esclusi. È per tutti”. Analizzandone il metodo, il teologo ha segnalato che “parte dalla semplicità della vita”, perché “ciò che è semplice e naturale racchiude Dio”. Poi, un manifesto programmatico per i comunicatori: “Asciugare le parole fino al nucleo caldo, risparmiare quelle inutili per ritrovare ciò che è necessario”. “Le parabole non hanno parole inutili”, ha osservato. Considerando Gesù “il perfetto comunicatore”, il teologo ha quindi evidenziato come “per parlare di cielo usa la terra”. “Gesù esplora la sacralità di Dio, dell’esistenza, decifrando la sacralità del mondo. Osserva il seme e nascono parabole, osserva il seme e nascono immagini, perché la vita e lo Spirito seguono la stessa legge”.

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