Pellegrinaggio famiglie a Pompei: card. Parolin, “le famiglie più fragili siano oggetto di cura e accompagnamento”

foto SIR/Marco Calvarese

Nelle generazioni passate, le famiglie erano solite, al sopraggiungere della sera, radunarsi attorno al focolare per la recita del santo Rosario. Quel fuoco irradiava i volti, rinsaldava i legami e inondava di benefica armonia le relazioni tra marito e moglie, fra genitori e figli, fino ad estendersi ai parenti più prossimi”. Lo scrive il segretario di Stato vaticano, il card. Pietro Parolin, in un messeggio inviato al prelato del santuario di Pompei, mons. Tommaso Caputo, in occasione del pellegrinaggio nazionale delle famiglie per la famiglia del Rinnovamento nello Spirito Santo, che si svolge oggi nel santuario mariano. Il porporato riportando “l’augurio e il saluto” di Papa Francesco ricorda che “quella supplica recitata insieme allargava i cuori al perdono, sanando gli eventuali conflitti che in quella giornata vi fossero stati – aggiunge il porporato -. Pregando il Rosario nel vostro pellegrinaggio, le famiglie riceveranno gli stessi benefici”. Nelle parole del cardinale la consapevolezza che “la Madonna del Rosario scioglie ancora oggi i nodi che sorgono nelle relazioni coniugali e spinge alla riconciliazione anche tra famiglia e famiglia, aprendo le porte della propria casa ai fratelli e sorelle che soffrono solitudine o che fuggono dalla fame e dalla guerra, in cerca di un abbraccio”. “Siamo tutti chiamati ad essere missionari dell’amore misericordioso del Padre”. Infine, il segretario di Stato vaticano indica una volontà del Papa: “Conta su di voi e chiede che diventino sempre più oggetto della vostra cura e del vostro accompagnamento le famiglie più fragili, quelle che vivono il dramma della separazione, le più indigenti, quelle che non trovano lavoro o che l’hanno perduto, quelle afflitte da sofferenze e da lutti”.

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