Papa Francesco: a vescovi cattolici orientali Europa, “promuovere programmi comuni di studio e scambi culturali, la carità sana le divisioni”

“Vivere fino in fondo le vostre tradizioni ecclesiali vi porta ad attingere alle stesse sorgenti di spiritualità, liturgia e teologia delle Chiese ortodosse. È bello essere insieme testimoni di ricchezze così grandi!”. Lo ha detto Papa Francesco durante l’udienza con i vescovi orientali cattolici in Europa ricevuti questa mattina, nella Sala del Concistoro del Palazzo Apostolico Vaticano. “Anche in campo accademico è possibile promuovere programmi comuni di studio e scambi culturali, coinvolgendo soprattutto i giovani sacerdoti perché si formino con una mentalità aperta”, ha aggiunto il Pontefice. Che ha invitato ad aiutarci a “vivere la carità verso tutti”. “Essa non conosce territori canonici e giurisdizioni”. Così Papa Francesco ha osservato che “quando ci chiniamo insieme sul fratello che soffre, quando diventiamo insieme prossimi di chi patisce solitudine e povertà, quando mettiamo al centro chi è emarginato, come i bambini che non vedono la luce, i giovani privati di speranza, le famiglie tentate di disgregarsi, gli ammalati o gli anziani scartati, già camminiamo insieme nella carità che sana le divisioni”. “Il Signore non ci chiederà conto di quali e quanti territori sono rimasti sotto la nostra giurisdizione e nemmeno di come abbiamo contribuito allo sviluppo delle nostre identità nazionali. Ci chiederà quanto siamo stati capaci di amare il prossimo, ogni prossimo, e di annunciare il Vangelo di salvezza a chi abbiamo incontrato sulle strade della vita”. Infine, dal Papa l’esortazione ad andare “avanti nello spirito della comunione”. “È amando che passano in secondo piano quelle realtà secondarie a cui siamo ancora attaccati, anche i soldi, che sono un veleno – ha ricordato Francesco -: il diavolo entra dalle tasche, non dimenticatevi! E vengono in primo piano le uniche che restano per sempre: Dio e il prossimo“.

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