Papa Francesco: a cappellani carceri, “con la vostra missione offrite consolazione, non lasciare solo chi si sente solo”

“Il Vangelo chiede di sporcarsi le mani. Gesù vi chiama a essere seminatori pazienti della sua parola, cercatori instancabili di ciò che è perduto, annunciatori della certezza che ciascuno è prezioso per Dio, pastori che si caricano le pecore più deboli sulle proprie spalle fragili. Avanti con generosità e gioia: col vostro ministero consolate il cuore di Dio”. Lo ha detto Papa Francesco durante l’udienza concessa alla Polizia penitenziaria, al Personale dell’Amministrazione Penitenziaria e della Giustizia minorile e di comunità, ricevuto questa mattina, in piazza San Pietro. Rivolgendosi in particolare a cappellani, religiose, religiosi e volontari, il Pontefice li ha indicati come “portatori del Vangelo tra le mura delle carceri”. E per loro ha un messaggio: “Vorrei dirvi: avanti. Avanti, quando vi addentrate nelle situazioni più difficili con la sola forza del sorriso e di un cuore che ascolta, avanti quando vi caricate dei pesi altrui e li portate nella preghiera. Avanti quando, a contatto con le povertà che incontrate, vedete le vostre stesse povertà”. Evidenziando che “è essenziale riconoscersi prima di tutto bisognosi di perdono”, Papa Francesco ha riflettuto sulla necessità che “le proprie miserie diventino ricettacoli della misericordia di Dio; allora, da perdonati, si diventa testimoni credibili del perdono di Dio”. “Altrimenti si rischia di portare sé stessi e le proprie presunte autosufficienze. Stati attenti su questo”. E, ancora, un incoraggiamento: “Avanti, perché con la vostra missione offrite consolazione. Ed è tanto importante non lasciare solo chi si sente solo”.

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