Acli: Rossini (presidente), “far risuonare la parola che crei speranza”

(Bologna) “Abbiamo dato un’agenda di proposte – che ovviamente non può essere esaustiva – che però non è solo da leggere ma anche da diffondere perché ci vuole una risposta concreta a fatti concreti”. Lo ha detto oggi Roberto Rossini, presidente nazionale Acli, a conclusione del 52° Incontro nazionale di studi delle Acli di Bologna. “Oggi la politica ha il compito anche di interpretare i sentimenti, di capire come innestarli in positivo – ha aggiunto -. Un compito difficile perché è più facile innestare risentimenti come paura, rancore… Ma credo che un’associazione come la nostra debba coltivare di più la speranza rispetto al risentimento”. Rossini ha poi fatto riferimento al libro di Marco Damiliano su Aldo Moro: “Racconta di un momento in cui la politica è stata la leva fondamentale del cambiamento, poi nel ’78 complice l’omicidio Moro, la politica improvvisamente è diventata il male, ha portato il risentimento, una situazione che permane ancora oggi sia tra i commentatori sia tra tanti politici”. E allora, la domanda oggi, indicata da Rossini : “Riusciamo a portare una parola di speranza? Ci sentiamo collaterali alla politica?”. “Sì, dobbiamo sentirci responsabili del sentimento che si crea in questo Paese, con le azioni che facciamo, con le parole che diciamo – ha risposto -. Cercheremo di essere sempre molto utili e cercheremo anche di dire una parola alla politica, cercheremo di far risuonare nei nostri circoli la parola giusta, la parola che crei speranza nelle nostre comunità e che ci faccia ritornare alle Acli delle origini, quelle Acli in grado di ricostruire il Paese”.

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