Acli: mons. Zuppi (Bologna), “dobbiamo uscire per renderci conto della realtà che ci circonda”

(Bologna) “Il cristiano e la città sono due temi profondamente uniti e non sono divisibili. Non a caso Nostro Signore andava per città e villaggi e in questi anni Papa Francesco ci ha detto in più di un’occasione di uscire. Perché? Per non restare fuori dalla realtà, perché ci dobbiamo rendere conto cosa c’è intorno: per stare bene nella Chiesa il cristiano deve star fuori”. Lo ha detto ieri mons. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna, durante la tavola rotonda “I cristiani e la città”, organizzata nell’ambito del 52° Incontro nazionale di studi delle Acli di Bologna.
Il cardinale eletto, intervistato da Andrea Monda, direttore dell’Osservatore Romano, ha parlato anche delle periferie: “Ho capito qualcosa del Vangelo andando in periferia. Quel sant’uomo di Tonino Bello parlava della contemplazione. Le periferie vanno viste da vicino perché se le guardiamo da lontano non si capiscono. Non a caso il Papa nel suo primo viaggio è andato a Lampedusa”. A proposito di chi è il cristiano, il presule ha invitato “a guardare tutto con gli occhi della misericordia, per rendersi conto di quanti sono i poveri. A non chiudere gli occhi ma ad aprirli per stare dalla parte di chi ha bisogno”. L’arcivescovo ha reputato importante coltivare la cultura come “rispetto della vita perché se muore un bambino in mezzo al mare, vuol dire che abbiamo perso la cultura”. Infine, mons. Zuppi ha ricordato che il cristiano è “chi ricostruisce la comunità, chi sa tessere i fili dell’amicizia, chi è disposto a stare sulla strada dove l’unica cosa che può succedere è di incontrare Nostro Signore”.

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