Violenza contro medici: esecutivo Fnomceo visita il 6 settembre gli ospedali di Napoli e incontra gli Ordini dei medici della Campania

Napoli, 17 maggio: sono le 2 di notte quando un’ambulanza entra nel cortile del Pronto soccorso al Vecchio Pellegrini. A bordo, un 22enne rimasto ferito in una sparatoria. Pochi minuti dopo, un uomo a volto coperto raggiunge lo stesso cortile e spara dei colpi, forse a scopo intimidatorio, sfiorando una guardia giurata. Sempre Napoli, 3 luglio, Ospedale del Mare: un uomo al Pronto soccorso scatena un vero e proprio raid di violenza contro medici e infermieri che non riscontrano motivazioni per ricoveralo. Un mese e mezzo dopo, il 23 agosto, un altro uomo aggredisce tre guardie giurate che gli stavano impedendo di entrare in un reparto fuori dall’orario.  Santobono-Pausillipon, Vecchio Pellegrini, Ospedale del Mare: si aprirà, il prossimo 6 settembre, con una visita a questi tre ospedali, luoghi – simbolo delle aggressioni contro i medici, ma anche della buona medicina che vince sulla violenza – l’incontro dell’esecutivo della Fnomceo gli Ordini dei medici campani. Sono state 69 le aggressioni contro medici, infermieri e altri operatori della sanità avvenute solo a Napoli dall’inizio dell’anno. “Abbiamo voluto aprire con questa tematica la giornata dedicata all’incontro con gli Ordini campani nell’ambito degli Stati Generali – spiega il presidente Fnomceo, Filippo Anelli – perché il propulsore di questo percorso è la volontà di affrontare una crisi del medico e della medicina che coinvolge non solo gli Ordini, non solo i medici, ma tutti i cittadini e della quale la violenza è uno dei sintomi più eclatanti. È necessario che la politica si assuma la responsabilità di garantire ai cittadini il diritto alle cure e ai medici il diritto di curare in sicurezza. Auspichiamo che, con il nuovo Governo e la ripresa dei lavori parlamentari, veda finalmente la luce un progetto di legge concreto ed efficace, che prevenga le aggressioni aumentando le pene, introducendo la procedibilità d’ufficio, mettendo in sicurezza le sedi e prevedendo presidi di polizia nei pronto soccorso”.

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