Papa in Madagascar: mons. Vella (Moramanga) ad Acs, “Chiesa cattolica da sempre unico punto di riferimento per tutti i malgasci”

“Il nostro auspicio è che il Santo Padre possa ravvivare la speranza nel cuore dei malgasci, che da tanto cercano di cambiare la società, pur senza riuscirci, e al tempo stesso portare la pace in una società fortemente divisa anche all’interno delle famiglie, dei villaggi, della società”. Così mons. Rosario Vella, vescovo di Moramanga, secondo quanto riferisce Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs) in vista del viaggio apostolico che Papa Francesco affronterà nei primi giorni di settembre. La Fondazione di diritto pontificio accompagnerà la visita del Papa con una serie di progetti a sostegno della Chiesa locale. In particolare, considerando la grave situazione sanitaria di un Paese in cui negli ultimi mesi oltre 1.200 persone sono decedute dopo aver contratto il morbillo in assenza di vaccino, Acs donerà vaccini e cure mediche ai 69 seminaristi del Seminario Maggiore San Paolo VI di Antsiranana.
Vella, presule italiano da quasi quarant’anni in Madagascar, racconta come, sebbene i cattolici siano soltanto circa 8 dei 25 milioni di abitanti dell’isola, la Chiesa cattolica rappresenta un sostegno indispensabile per l’intera popolazione. “Se la gente ha bisogno di essere curata viene nei nostri dispensari, mentre i genitori mandano con fiducia i loro figli nelle scuole che abbiamo istituito anche nei villaggi più remoti. E poi ogni parrocchia gestisce progetti legati all’agricoltura o programmi di assistenza sanitaria di cui beneficiano i fedeli di ogni religione”. “La Chiesa cattolica qui è sempre stata l’unico punto di riferimento per tutti”, sottolinea il vescovo, evidenziando come “ci sono famiglie che non hanno i soldi neanche per curare i loro figli e ciò è inaccettabile”. Quella del Madagascar è anche una Chiesa preoccupata per la rapida avanzata dell’Islam, soprattutto nell’area settentrionale del Paese. “Vi sono dei piani, sostenuti dall’estero, per islamizzare tante parti del Madagascar – dichiara mons. Vella –. Recentemente ho visitato dei villaggi situati nella boscaglia della diocesi di Ambanja e lì sono in costruzione numerose moschee, senza che vi siano fedeli islamici. Noi vescovi siamo preoccupati perché le persone si convertono all’Islam dopo aver subito pressioni o con la promessa di incentivi economici”.

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