Nuovo Governo: Ramonda (Apg23) a Conte, “istituire il ministero della Pace”

“Come tanti cittadini di buona volontà viviamo quotidianamente la tensione positiva a concorrere al progresso materiale e spirituale del nostro Paese, così come enunciato dall’art. 4 della nostra Costituzione. Cerchiamo di costruire un Paese, una Unione europea e un mondo che pongano al centro il valore della persona umana nel rispetto e valorizzazione delle differenze, in una relazione di piena sussidiarietà con le Istituzioni e nel quadro sancito dal diritto internazionale dei diritti umani, che ha le sue radici nella Carta delle Nazioni Unite e nella Dichiarazione universale dei diritti umani”. Lo scrive il presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII (Apg23), Giovanni Paolo Ramonda, in una lettera aperta indirizzata al presidente del Consiglio incaricato, Giuseppe Conte.
“L’Italia ripudia la guerra e il dettato costituzionale deve assumere il valore che gli è proprio, di forza vincolante e precettiva – osserva Ramonda -. Il Paese non può più continuare a sedersi vivendo della ‘rendita storica’ dei nostri padri costituenti, se vuole attuare a pieno quanto essi hanno voluto, non può più limitarsi alla difesa o alla repressione delle minacce alla pace e alla coesione sociale, il cui ruolo indiscusso, da solo, seppur necessario, è insufficiente”. Di qui la richiesta: “Vorremmo che le Istituzioni adottassero la visione prefigurata dalla Carta costituzionale per cui la costruzione costante e ininterrotta della pace positiva è onere, compito e funzione pre-condizionale ad ogni altra azione di indirizzo politico. Lo Stato ha bisogno di istituzioni in grado di creare pace e sostenere i gruppi e gli organi della società che quotidianamente costruiscono pace attraverso un costante impegno per la promozione e la protezione delle libertà fondamentali e dei diritti umani internazionalmente riconosciuti”. Non è più rimandabile “organizzare la pace positiva”, lo Stato deve poter essere riconosciuto quale “casa di riferimento istituzionale” per “tutte quelle forze della società civile che già operano nella costruzione di percorsi e attività di pace”: “Il Paese ha bisogno urgente di adottare la nonviolenza come stile politico, come Papa Francesco ha auspicato nel messaggio per la giornata mondiale della Pace del 1 gennaio 2017”.
Per questo, prosegue, “le chiediamo nel prossimo Governo l’istituzione di un ministero della Pace, con competenze sulla gestione positiva dei conflitti sociali, la difesa civile non armata e nonviolenta, per qualificare le politiche di istruzione in ordine alla promozione della pace, promuovere politiche di disarmo e di riconversione della produzione bellica, dare concreta attuazione all’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile”.
L’istituzione di un ministero della Pace, secondo Ramonda, “risponde anche a precise esigenze di giustizia sociale. Solo costruendo giorno dopo giorno la Pace si genera un tessuto sociale positivo, in grado di superare le forze disgreganti e le crisi, di reagire alle spinte violente che scaturiscono dai conflitti sociali ed economici e dalle tensioni delle periferie dell’emarginazione e di affermare il valore sommo della dignità umana, della eguale dignità di tutti gli esseri umani. Dire ‘dignità umana’ significa dire che vita e pace costituiscono un binomio indissociabile”. “Il ministero della Pace è una risposta nuova al bisogno di sicurezza umana e benessere!”, conclude.

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