Eparchia Lungro: don Matteo (Urbaniana), “camminare incontro al futuro significa interrogarsi sulla fede dei nostri figli”

“Camminare incontro al futuro significa interrogarsi sulla fede dei nostri figli, sull’esperienza ecclesiale delle nuove generazioni. Per fare questo, occorre avere il coraggio di ascoltare la realtà e immaginare strade perché la gioia del Vangelo venga trasmessa”. Lo ha detto questo pomeriggio don Armando Matteo, docente di teologia dell’Università Urbaniana, intervenuto a Frascineto all’Assemblea diocesana dell’eparchia di Lungro. “Di generazione in generazione trasmettere la gioia del Vangelo”, il tema sviluppato da don Matteo, il quale ha evidenziato la necessità della “centralità della testimonianza degli adulti”. Riflettendo sul Sinodo dei vescovi dedicato ai giovani e al discernimento dello scorso anno e richiamando l’esortazione Christus vivit di Papa Francesco, il relatore ha sottolineato che “oggi dobbiamo riconoscere una grande crisi di fede del mondo adulto”. Infatti, “i giovani, di cui i sociologi evidenziano l’estraneità alla fede, sono in verità figli di genitori, di adulti, che non hanno dato più spazio alla cura della propria fede cristiana”. Constatando l’attuale “mito del giovanilismo” degli adulti, per il quale “essi non riescono più a mostrare il legame tra adultità e fede”, don Matteo ha auspicato “l’ingresso di un nuovo immaginario adulto”; “guardando al futuro”, ha sottolineato la presa di coscienza che “la questione della trasmissione della fede è un tema assai delicato” e che “l’esperienza della fede serve alla vita buona dei giovani, la presenza attiva dei giovani serve alla vita buona della Chiesa”. Chiedendosi “come si tramette Gesù oggi?”, ha richiamato la necessità di una “pastorale del riflesso”, per la quale “quello che facciamo per i giovani ‘riflette’ Gesù”. Sottolineando il valore dell’annuncio del kerigma, il relatore ha ricordato che “ogni volta che ci incontriamo come cristiani, dovremmo coltivare molto l’attenzione alla dimensione della festa, che è la dimensione del ritornare al cuore delle cose e alle cose del cuore, del ritornare a ciò che alimenta la fiamma della nostra esistenza”.

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