Diocesi: card. Bagnasco (Genova), “perdere se stesso è il rischio dell’uomo d’oggi”. “Dio ama in modo materno e paterno”

“La nostra identità, il nostro volto hanno un’origine: un giorno, al principio di noi stessi è risuonata una voce: ‘È bene che tu ci sia!’. Veniamo al mondo come una benedizione: possiamo diventare invisibili agli occhi del mondo, non importare a nessuno, rimanere ai bordi della vita, ma quella parola continuerà ad echeggiare per sempre. A partire da quella originaria dichiarazione ognuno deve costruire se stesso con fiducia: la sentenza è stata data, e nulla la cambierà poiché Dio è fedele”. Lo ha affermato il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente del Ccee (Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa), nell’omelia pronunciata questa mattina, in occasione della solennità della Madonna della Guardia, durante la messa celebrata nel santuario a lei intitolato sul monte Figogna. “Le parole con le quali il Signore ci ha creati sono una dichiarazione d’amore – ha detto ancora il porporato – e Dio ama in modo materno e in modo paterno, cioè il suo amore è incondizionato ed esigente insieme”. L’uomo deve essere conscio della sua identità ed origine. Invece, ha ricordato il porporato, “l’uomo moderno, quanto più domina il mondo, tanto più sembra perdere se stesso; inebriato dalle sue possibilità, appare sempre più debole ed esposto al potere di altri. Perdere se stesso, non riconoscersi, è il grande rischio dell’uomo d’oggi”. “Voler essere se stessi è giusto, ma non basta – ha aggiunto –, è necessario cogliere la verità del proprio essere persona prima che il proprio io”.
Infatti, “non è sufficiente avere un nome e degli affetti, prestigio e potere, lavoro e casa, per essere qualcuno: tutto ciò ha valore, ma è insufficiente per darci un volto”. In noi “c’è un’identità di superficie, e c’è un’identità interiore che dipende da ciò che abita nella nostra anima. Lì dobbiamo trovare i lineamenti che disegnano il volto e non una maschera: ideali spirituali, valori morali, la capacità di amare senza pretese, il desiderio di verità anche quando si scontra con ciò che ci conviene. Il volto vero e bello appare quando abbiamo il desiderio non di essere importanti, ma di essere utili, non la smania del successo ma la coscienza di vivere con onestà e impegno”.

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