Settimana liturgica: Enzo Bianchi, “il cristiano prenda in carico il gemito del mondo”

“Il cristiano non può evadere la storia: pienamente inserito in essa, deve prendere in carico il gemito del mondo, per riportarlo all’attenzione collettiva della responsabilità comune, che non è delegabile ad alcune oligarchie o poteri oscuri”. Lo ha detto Enzo Bianchi, fondatore della Comunità di Bose, a Messina per la Settimana liturgica nazionale, aperta ieri con la celebrazione dei Vespri presieduta nella chiesa di San Francesco d’Assisi da mons. Claudio Maniago, vescovo di Castellaneta e presidente del Centro di azione liturgica. Bianchi ha riflettuto su “Che significa essere cristiani in una società secolarizzata?”. Il fondatore e già priore di Bose si è soffermato sulla necessità per il cristiano di essere fedele al Vangelo nel mondo di oggi, superando la tentazione di “inseguire le voci del tempo” o di “ricercare l’audience”. “Il credente, infatti, pur cosciente di essere una minoranza nella società, non può rinunciare ad ascoltare il grido dei poveri e costruire legami di comunità attorno alla cura delle persone più fragili e deboli, contro ogni cultura dello scarto”. “La Settimana liturgica si configura, pertanto, fin dai suoi primi passi, come opportunità preziosa di ascolto, riflessione e confronto su alcuni dei punti nevralgici dell’essere Chiesa, il cui stile, pur essendo altro da quello del mondo, nel contempo non può non essere eloquente per il mondo – sostengono gli organizzatori -. E la liturgia, lungi dall’essere ridotta a mera ritualità, è la più alta manifestazione dell’incontro tra Dio ed il suo popolo, che esige una traduzione nel concreto tessuto esistenziale dell’uomo e della storia”.

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