Perù: vescovi su crisi politica e sociale, “al Paese serve un cammino di dialogo”. “Preoccupazione per l’Amazzonia”

“È urgente intraprendere un cammino di dialogo, fondato sui principi di unità, pace, solidarietà e giustizia” di fronte “alla prolungata crisi politica e sociale” del Paese e ai “sui effetti nella società e nell’economia”. Lo sostengono i vescovi peruviani, nel messaggio diffuso ieri, al termine dell’assemblea plenaria della Conferenza episcopale peruviana (Cep), intitolato “Camminiamo insieme per un futuro migliore per tutti”.
I vescovi mettono in evidenza la pluralità di etnie e culture, da valorizzare “dando priorità alle necessità dei più poveri ed emarginati”. E si dicono “scossi” dalla gravità dei casi di corruzione emersi nella vita politica, pur nella speranza suscitata “dai progressi ottenuti nel cammino di lotta contro questo virus sociale”. Per la Cep “non bisogna venir meno a questo compito, che permetterà di dirottare i costi che ora impattano negativamente in risorse, educazione, salute e benessere, con maggiore incidenza per i più poveri”.
La nota chiede, inoltre, “nuovi punti d’equilibrio” che tengano conto del bene di tutti, nel caso delle controversie che riguardano i grani investimenti nelle estrazioni minerarie e nell’agricoltura. Per questo, “lo Stato, le imprese e le organizzazioni sociali devono arrivare ad accordi concreti, attraverso un dialogo giusto e senza violenze di alcun tipo. I recenti casi emblematici della Tía María e altri devono essere visti in questa prospettiva”. Proseguono i vescovi: “Siamo ugualmente preoccupati per l’Amazzonia, fonte di vita che comprende due terzi del territorio nazionale”. Nella speranza che l’imminente Sinodo “dia importanti apporti per scoprire nuovi cammini per un’ecologia integrale”.
Nell’ultima parte del messaggio, la Conferenza episcopale, con lo sguardo rivolto all’imminente bicentenario, si rivolge alle Autorità di governo, chiedendo loro, tra l’altro, “di contribuire alla corretta dialettica tra i poteri dello Stato, la classe politica e la società civile” e tutti gli attori sociali chiedono di “mostrare responsabilità e solidarietà” in momenti cruciali per il Paese.

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