Migrazioni: Giovani di Ac Agrigento, “come fai a rimanere impassibile davanti alle grida strazianti di chi sta annegando in mare?”

“Lampedusa non è solo mare, bei paesaggi e tramonti mozzafiato. È quella terra di mezzo dove l’odio e le rivalità vengono messe da parte. È porto salvo, braccia aperte, mani pronte, sguardi attenti che distruggono l’indifferenza umana”: lo scrivono i giovani di Azione Cattolica dell’arcidiocesi di Agrigento, che hanno vissuto il campo scuola estivo sull’isola, lanciando un messaggio che parla di accoglienza, dignità e coscienze da scuotere sul tema dei migranti. “Un ‘extracomunitario’ è colui che porta un ‘extra’, qualcosa in più di cui scopri di avere estrema necessità – prosegue il testo –. Come fai a rimanere impassibile di fronte alla crudeltà del loro destino? Di fronte alla negazione della vita umana? Come fai a non immedesimarti in Welela che, a soli diciotto anni, viene data in pasto al mare, ustionata, dopo aver subito violenze e abusi; in Yassin, arrestato e torturato solo perché voleva raggiungere sua moglie e suo figlio? Come fai a rimanere impassibile davanti alle grida strazianti di chi sta annegando in mare? Sono partiti colmi di speranza ma con tanti lividi sulla pelle e sul cuore”. Il racconto delle storie si fa impegno concreto per i giovani di Agrigento: “Dobbiamo scomodarci. Vogliamo combattere l’indifferenza, partendo col restituire dignità ai morti in mare che, in anonimato, riposano nei nostri cimiteri; promuovere occasioni di dialogo tra giovani in modo da scuotere le coscienze; diffondere opinioni più propense all’integrazione per contrastare l’ignoranza e il disinteresse”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Chiesa