Meeting Rimini: Aceti (Fnopi), “cronicità vera emergenza. Attuare Piano nazionale e incrementare Fondo sanitario. Ministero Salute verifichi messa in pratica Lea”

L’Oms ha stimato che oltre l’80% delle risorse in sanità è assorbito dalla cronicità che rappresenta, quindi, la vera priorità di tutti i Paesi industrializzati. Un’urgenza legata alla crescita esponenziale della spesa sociale non solo per l’invecchiamento della popolazione, ma anche per l’andamento del mercato del lavoro e i provvedimenti sui sistemi pensionistici. “Per scegliere i modelli organizzativi più adeguati a rispondere a questo cambiamento inevitabile è importante tenere in considerazione che gli obiettivi di cura dei pazienti con cronicità, non potendo essere rivolti alla guarigione, sono quelli del miglioramento del quadro clinico e dello stato funzionale, la minimizzazione della sintomatologia, la prevenzione della disabilità e il miglioramento della qualità di vita”, ha spiegato Tonino Aceti, portavoce della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi), intervenendo al Meeting di Rimini ad un incontro dedicato alla salute. “Purtroppo – ha osservato – la mancata/ritardata attuazione e/o l’attuazione a macchia di leopardo da parte delle Regioni, di Leggi e/o atti di programmazione sanitaria nazionale già approvati, continua a rappresentare una tra le principali criticità dell’attuale governance del Servizio sanitario pubblico, che contribuisce a minare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e ad aumentare le attuali disuguaglianze che già esistono tra le Regioni”. Secondo Aceti, occorre “rafforzare il ruolo del ministero della Salute di sostegno, coordinamento, indirizzo, verifica dei Lea (e relativo intervento quando necessario) nei confronti delle Regioni; riconoscere il recepimento e l’attuazione sostanziale del Piano nazionale delle cronicità da parte delle Regioni come vero e proprio ‘adempimento Lea’”; valorizzare e mettere a sistema su tutto il territorio nazionale la figura dell’infermiere di famiglia e di comunità (buona pratica già in alcune Regioni); approvare un provvedimento nazionale che definisca “gli standard qualitativi, strutturali, tecnologici dei servizi sanitari territoriali da garantire a tutti i cittadini in tutte le aree del Paese, nelle grandi città, nei piccoli centri, nelle aree interne più disagiate”. Infine “garantire gli incrementi del Fondo sanitario nazionale per gli anni 2020-2021 così come previsto nell’ultima Legge di Bilancio e accelerare sul nuovo Patto per la salute”.

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