Colombia: in corso l’assemblea pre-sinodale. Mons. Urbina (presidente vescovi), “servono cambiamenti strutturali e personali”

Si è aperta ieri a Bogotà e si concluderà oggi nella sede della Conferenza episcopale colombiana (Cec), l’Assemblea pre-sinodale promossa dalla Chiesa colombiana in vista del Sinodo dell’Amazzonia. In apertura, il presidente della Cec, mons. Óscar Urbina Ortega, arcivescovo di Villacicencio, partendo dalla peculiarità etnica, culturale, naturale e religiosa del bioma amazzonico, ha chiesto “cambiamenti strutturali e personali da parte di tutti”, e in particolare “degli Stati e della Chiesa”. Ad ascoltarlo, tra gli altri, il presidente della Repubblica Iván Duque.
Mons. Urbina ha richiamato l’attenzione sulla deforestazione, sull’inquinamento delle fonti idriche, su progetti di sviluppo che sono in contrasto con la cura della Casa comune. Da qui l’invito, rivolto al Governo, “a lottare contro nuovi colonialismi che si disputano queste terre da diversi fronti”, ricordando che “Papa Francesco ha rivolto un appello a cambiare il paradigma storico attraverso il quali gli Stati guardano all’Amazzonia, vista come riserva di risorse naturali passando sopra alla vita dei popoli originari e senza preoccupazione per la distruzione della natura”. Ha aggiunto il presidente della Cec: “Proteggere i popoli indigeni e i loro territori è un’esigenza fondamentale e un impegno di base rispetto ai diritti umani”.
Alla due giorni partecipano anche, oltre a rappresentanti delle diocesi colombiane e della Rete ecclesiale panamazzonica Repam, anche i rappresentanti di organizzazioni indigene, campesine e afro del territorio amazzonico. Si susseguono dibattiti, laboratori, spazi di confronto in vista dell’appuntamento sinodale.

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