Commissione Ue: indagine annuale su occupazione e sviluppi sociali. “La ripresa si consolida”

(Bruxelles) La lotta ai cambiamenti climatici “può essere un fattore trainante per la crescita e l’occupazione”: è una delle conclusioni cui giunge la Commissione Ue con l’odierna pubblicazione dell’Indagine annuale sull’occupazione e sugli sviluppi sociali in Europa. Marianne Thyssen, commissaria responsabile per l’occupazione, ha dichiarato: “Questa indagine annuale mostra che la ripresa si è consolidata nell’economia europea. Con 240,7 milioni di europei che lavorano e 13,4 milioni di posti di lavoro in più dall’insediamento della Commissione Juncker, il tasso di occupazione nell’Ue è il più elevato mai registrato”. La disoccupazione in Europa “ha raggiunto i minimi storici e il numero di persone a rischio di povertà continua a diminuire. Si tratta di un buon punto di partenza per aumentare l’intervento a favore dei cittadini sulla base del pilastro europeo dei diritti sociali”. Tale intervento “deve comprendere una transizione equa verso un’economia a impatto climatico zero, che sfrutti pienamente le opportunità della ‘crescita verde’. Possiamo migliorare il tenore di vita di tutti purché l’Ue e gli Stati membri, insieme alle parti sociali, investano in competenze nuove e migliori, qualifiche più elevate e servizi sociali”.
L’Indagine considera le tendenze globali “a lungo termine quali l’invecchiamento, la globalizzazione, la trasformazione tecnologica e i cambiamenti climatici”. La relazione “dimostra che la lotta ai cambiamenti climatici e una crescita durevole vanno di pari passo”. Definisce inoltre una serie di “opzioni strategiche in grado di mantenere la competitività dell’Ue, sostenere la crescita e diffonderne i benefici all’intera popolazione e alle generazioni future, perseguendo nel contempo un’ambiziosa transizione verso un’economia a impatto climatico zero”. L’indagine 2019 “conferma inoltre la continua espansione dell’attività economica dell’Unione”. Ciò premesso, “l’incidenza della transizione varierà a seconda dei Paesi e dei settori. I Paesi devono quindi prepararsi a questa transizione per garantire che le persone che hanno occupazioni o che lavorano in settori e regioni ancora legati a modelli ad alte emissioni di carbonio non siano lasciate indietro”. Riveste “un’importanza fondamentale integrare la dimensione sociale fin dall’inizio, ad esempio attraverso misure che prevedono un sostegno al reddito durante la transizione o combinano una maggiore tassazione dell’energia con una ridistribuzione”.

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