Diaconi: mons. Moraglia (Venezia), “chiamati a ‘testimoniare attraendo’, non temono di sporcarsi le mani camminando lungo le strade del mondo”

“Come diaconi, siete chiamati a ‘testimoniare attraendo’ e questo è il risultato di un modo d’essere pienamente umano che esprime, innanzitutto, affidamento a Dio – Padre misericordioso – insieme a realismo, alla gioia e alla libertà nei confronti del mondo”. Lo ha affermato il patriarca di Venezia, mons. Francesco Moraglia, nell’omelia pronunciata nella messa di apertura del XXVII convegno nazionale della Comunità del diaconato permanente in Italia che si svolge a Vicenza sul tema “Diaconi custodi del servizio. Dispensatori di carità”. “Il mio augurio è che in questi giorni possiate fare una bella esperienza di Chiesa incontrando il Signore Gesù nell’eucaristia, nella preghiera personale e nel volto dell’altro”, ha detto Moraglia, ringraziando “sia i diaconi celibi sia quelli sposati per il ministero esercitato con passione e impegno. A voi spose la più viva gratitudine, perché, dopo aver accolto come dono la vocazione diaconale dei vostri mariti, ogni giorno rinnovate il vostro sì”.
Il patriarca ha sottolineato poi come “il diacono celibe e quello sposato, la sua sposa, i loro figli, l’intera comunità dei diaconi di una Chiesa particolare se diventano testimonianza autentica di una fede vissuta, allora” significa che “siamo sulla strada che conduce ad abitare là dove è il Signore Gesù”. “Si diventa così testimonianze credibili – ha proseguito – che pongono in modo nuovo a quanti non credono, la domanda su Dio; questa è la prima evangelizzazione e missione da offrire nel contesto in cui si è chiamati a vivere”.
“La comunità diaconale”, secondo Moraglia, “deve essere capace di una testimonianza ricca di umanità, che confida piuttosto in Dio che negli uomini; una comunità capace d’essere evangelicamente sale della terra e luce del mondo, abitando le situazioni di oscurità che – per usare le parole di Papa Francesco – sono le periferie del mondo”. “I diaconi non temono di sporcarsi le mani camminando lungo le strade del mondo”, ha ammonito il patriarca, ricordando che “sono chiamati a percorrere le strade degli uomini che – prima d’essere le strade delle nostre città – sono le strade delle anime”.

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