Rifiuti speciali: Rapporto Ispra 2019, “da costruzioni e demolizioni la maggior quantità di rifiuti non pericolosi, il settore manifatturiero produce più pericolosi”

“La maggiore produzione di rifiuti speciali non pericolosi deriva dal settore delle costruzioni e demolizioni (44,1% del totale prodotto), seguito dalle attività di trattamento di rifiuti e di risanamento (25,5%) e da quelle manifatturiere (20,1%). Alle restanti attività, prese nel loro insieme, corrisponde il 10,3% del totale di rifiuti non pericolosi prodotti”. È uno dei dati del Rapporto dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) “Rifiuti speciali 2019”, presentato oggi a Roma, nella sala capitolare presso il chiostro di Santa Maria sopra Minerva del Senato.
Per quanto riguarda i rifiuti speciali pericolosi, “il settore manifatturiero produce il 39,7% del totale. Il 29,3% è attribuibile alle attività di trattamento rifiuti e di risanamento; segue il settore dei servizi, del commercio e dei trasporti (19,5%)”. Nel 2017 il 47,1% del quantitativo di rifiuti pericolosi complessivamente prodotto dal settore manifatturiero deriva dal comparto della fabbricazione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio e dalla fabbricazione di prodotti chimici e farmaceutici, di articoli in gomma e in materie plastiche. Il comparto metallurgico, dal canto suo, “fa registrare una produzione di rifiuti pericolosi pari al 26,1% della produzione del settore, quello della fabbricazione di prodotti in metallo, esclusi macchinari e attrezzature, produce il 10,9% di rifiuti pericolosi”. L’analisi dei dati per tipologia di rifiuti speciali pericolosi evidenzia come il 26,1% della produzione dell’anno 2017 sia costituito dai rifiuti prodotti dal trattamento dei rifiuti e delle acque reflue, mentre una percentuale pari al 21,7% è rappresentata dai rifiuti non specificati altrimenti nell’Elenco europeo che comprendono, tra gli altri, i veicoli fuori uso, le apparecchiature elettriche ed elettroniche, le batterie e gli accumulatori. I rifiuti dei processi chimici rappresentano, nel loro insieme, una percentuale pari al 14,1% del totale prodotto, mentre gli oli esauriti, i combustibili liquidi e i rifiuti derivanti dalle operazioni di costruzione e demolizione si attestano, rispettivamente, al 9,8% e 7,9% del totale prodotto; i rifiuti da processi termici e dalla lavorazione superficiale di metalli e plastica si collocano a percentuali pari, rispettivamente, al 6,5% e 4,9%.

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