Diocesi: mons. Carboni (amm. apostolico Ales-Terralba), “Chiesa rinnovi linguaggio e sviluppi ascolto e accompagnamento dei giovani”

La nomina ad arcivescovo di Oristano ha solamente interrotto la visita pastorale di mons. Roberto Carboni alla diocesi di Ales-Terralba di cui resterà amministratore apostolico. È quanto si legge in un comunicato di quest’ultima diocesi. Prima di raggiungere la nuova sede il presule, che domenica scorsa ha iniziato il ministero pastorale ad Oristano, ha fatto un primo bilancio del suo viaggio di otto mesi in venti parrocchie di Ales-Terralba. Altre 37 lo aspettano. Il vescovo qualche volta si è mostrato preoccupato perché agli sforzi e all’impegno di sacerdoti e laici non corrisponde una adeguata crescita cristiana delle comunità. “La Chiesa è di Cristo – dice – che l’affida a noi uomini, ed è intessuta di cammini personali, risposte intime alla Grazia di Dio oltre che di manifestazioni esterne. Detto questo, è certo che la Chiesa oggi deve sforzarsi di rinnovare il suo linguaggio per un annuncio che è sempre lo stesso, ma da dire con voce nuova perché possa essere ascoltato da orecchie diverse rispetto a quelle di 30 anni fa”. “Oggi – prosegue mons. Carboni – abbiamo una pluralità di interpretazioni e visioni del mondo che si offrono con il colore della novità, e forse nella linea di una visione sia religiosa che antropologica più ‘self made’, che esalta l’individuo e la sua autodeterminazione. La visione cristiana ha invece una dimensione ‘comunitaria’ oltre che quella di relazione personale con Dio, congiunta all’impegno concreto, che è esigente e mette in crisi certo egocentrismo”. “Giovani al centro delle preoccupazioni e dell’impegno pastorale dell’arcivescovo, che ne monitora le attese ad Ales e lo farà anche a Oristano”, si legge ancora nel comunicato. “Nei mesi di visita pastorale ho incontrato moltissimi giovani, specialmente delle scuole superiori – afferma infatti l’arcivescovo -. Ho ascoltato le loro domande intelligenti e profonde, talvolta anche provocatorie e non esenti anche da critica sincera nei confronti delle istituzioni e della Chiesa. Dobbiamo sviluppare un atteggiamento di ascolto profondo, di accompagnamento e condivisione dei giovani, superando vecchi modelli relazionali e di approccio anche da parte della Chiesa (quindi sia le comunità che i preti che i vescovi), per tentare nuovi cammini”.

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