Migranti: Bertotto (Msf) su esposto contro Ue a Corte penale internazionale, “condividiamo in pieno il quadro legale”

“Siamo una organizzazione umanitaria, quindi condividiamo in pieno le osservazioni sulle conseguenze umanitarie delle politiche europee elencate nell’esposto”. Così Marco Bertotto, responsabile advocacy di Msf, commenta al Sir l’esposto di 250 pagine presentato da due avvocati alla Corte penale internazionale dell’Aja, che accusa l’Unione europea di “crimini contro l’umanità” per le morti in mare negli ultimi anni. “Lo diciamo da tempo: Italia ed Europa non hanno messo in piedi canali legali efficienti ed efficaci, con una scala sufficiente a rispondere a quello che avviene in Libia – osserva a margine di una conferenza stampa sulla Libia -. Il fatto che ci siano politiche di chiusura dei porti e di vero e proprio boicottaggio dell’attività di soccorso in mare, costruendo un incremento della mortalità in mare e operando indirettamente un blocco delegato alle autorità libiche per quanti cercano di trovare soccorso in mare e poi protezione e accoglienza in Europa, nei fatti disegna un quadro che l’esposto prova a dimostrare sotto un profilo legale”. Cioè, conclude, “che ci sono responsabilità da parte delle autorità degli Stati membri dell’Unione europea rispetto a quello che sta avvenendo in Libia e lungo la rotta del Mediterraneo centrale”.

 

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