Sindaco Rocca di Papa: card. Bertone, “l’ultimo gesto ha sigillato una collana di buone azioni”

Rocca di Papa si è fermata questo pomeriggio. Una folla di 2mila persone ha riempito il parco La Pompa nella zona dei Campi di Annibale per dare l’ultimo affettuoso saluto al sindaco Emanuele Crestini. A celebrare la messa il card. Tarcisio Bertone, vescovo con titolo della Chiesa Suburbicaria di Frascati, che prima di pronunciare l’omelia ha letto il messaggio di Papa Francesco. Attorno al feretro, una folla composta e silenziosa. Erano presenti tutti i sindaci della Provincia di Roma, con gli stendardi delle cittadine che rappresentano. Hanno partecipato alla cerimonia anche la sindaca di Roma Virginia Raggi, il presidente della Regione Nicola Zingaretti, il presidente dell’Anci De Caro e i vice-presidenti di Camera e Senato. Tra la folla anche un manifesto con la scritta “grazie sindaco”, dai ragazzi profughi accolti del centro Mondo Migliore. Realtà che il sindaco ha sempre seguito di persona, con spirito di accoglienza e svolgendo un ruolo di pacificazione.

“Emanuele Crestini avrebbe compiuto 47 anni il 24 giugno”, ha detto il cardinale nell’omelia: “Si è fatto conoscere e stimare da tutti come un uomo perbene, di limpida onestà, generoso e disponibile, determinato nel lavoro, protagonista di innumerevoli episodi altruistici. Come sindaco era sempre presente di persona e aiutava tutti”. “Il nostro non è un addio, ma un arrivederci”. Parole che sono state accompagnate spontaneamente da un caloroso applauso dalla folla. Moltissime le testimonianze di affetto che la gente ha espresso in questi giorni verso il sindaco Crestini. Il cardinale le ha volute ricordare: “Tu che in ogni avversità mi hai teso la mano”. “Tu che ad ogni telefonata rispondevi anche a tarda notte”. “Tu che hai amato questo paese fino alla morte”. Ed ha quindi commentato: “L’ultimo gesto ha sigillato una collana di buone azioni. È stato l’ultimo a lasciare l’ufficio dopo l’incendio, preoccupandosi prima di far evacuare i dipendenti e i cittadini provocando con la sua permanenza a contatto con i gas tossici del fumo un danno irreparabile alle vie respiratorie”. “Mi sembra – ha proseguito Bertone – che in lui si sono perfettamente adempiute le parole di Papa Francesco pronunciate nell’udienza generale di ieri: lo straordinario si fa ordinario e la quotidianità diventa la manifestazione di Cristo vivo”. Per la messa è stata scelta la pagina del Vangelo di Giovanni, “se il chicco caduto per terra non muore rimane solo. Se muore porta molto frutto”. “La vera morte – ha detto Bertone – è la sterilità di chi non dà, di chi non ama, di chi non spende la propria vita ma vuole conservarla gelosamente, mentre il dare la vita fino a morire è la via della vita abbondante per noi”. Le ultime parole dell’omelia sono state dedicate alla famiglia di Crestini, alla sua città, ai suoi colleghi sindaci. “Alla sua mamma Wanda, alla sorella Beatrice, alla piccola Maria Regina, a Veronica con cui si sarebbe sposato il prossimo mese di settembre, e a tutti i familiari la mia vicinanza affettuosa sostenuta dalla speranza cristiana. Ai sindaci l’esempio di chi li ha preceduti nell’eroico servizio civile e a tutti l’auspicio che l’impegno, la perizia e la diligenza del lavoro professionale faccia sì che non accadano più disastri di questo genere”.

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