Funerali sindaco Rocca di Papa: Cimino (vice sindaco), “ci ha insegno il coraggio, l’altruismo e l’alto senso del dovere”

“Emanuele Crestini ci ha insegnato il coraggio, l’altruismo e l’alto senso del dovere. Il nostro sindaco oggi ci lascia un vuoto incolmabile ma la sua forza e il suo valore si imprimono nell’anima e si trasformano in dovere morale di proseguire sulla sua strada realizzando quanto iniziato insieme”. Con queste parole il vice-sindaco Veronica Cimino ha espresso a nome di tutta la cittadinanza l’ultimo saluto di Rocca di Papa al sindaco Crestini. La vice ha preso la parola questo pomeriggio al termine dei funerali celebrati dal cardinale Tarcisio Bertone, alla presenza di numerose autorità dello Stato e dei sindaci di tutta la Provincia di Roma. “Emanuele – ha detto – ha condiviso con noi un progetto politico, mostrandoci ogni giorno che cambiare il nostro Paese in meglio è possibile. Emanuele ci portava costantemente nel cuore. Si preoccupava di tutti i nostri bisogni, dei nostri problemi. Ci stava vicino in ogni circostanza. In piedi, in prima fila nella nostra vita è diventato il nostro migliore amico”. “Emanuele – ha proseguito la vice sindaco – ci ha insegnato una politica senza filtri. Una politica a misura d’uomo che fa nascere i rapporti all’interno della comunità e fa crescere la fiducia nelle istituzioni che con lui è tornata ad avere un volto riconoscibile, vicino ai cittadini”.

Il ricordo va subito a quella terribile mattina del 10 giugno. “Quello che è accaduto ha colpito profondamente un intero Paese. Si tratta di una tragedia corale che ha scosso ogni famiglia di Rocca di Papa, che ha avuto un’eco nazionale e d’oltre confine. Quella infausta esplosione ci ha privato di due persone speciali, Emanuele e Vincenzo. Due persone dall’immenso senso civico che li ha spinti al gesto estremo di sacrificare la propria preziosa vita per preservare quella degli altri. Un gesto di istintivo altruismo riconosciuto da tutti e che resterà nella memoria indelebile nei cuori di tutti coloro che hanno sentito il proprio nome urlato per disperazione nel sincerarsi che in quella coltre fumosa non ci fosse più nessuno in pericolo. Un sincero eroismo che riporta con forza a credere nell’umanità delle persone e nel valore della figura del sindaco”.

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