Olimpiadi 2026: vincono Milano e Cortina. Dalla Sega (Università Cattolica), “mi aspetto che l’Italia rialzi la testa, tenendo insieme città e territori”

“Nello slogan ‘Dreaming together’ c’è già il senso di tutto: aggregare, fare sistema, cercare di tenere assieme poli, centri, geografie diverse di un Paese come l’Italia, che, più che mai, ha bisogno di collante, di qualcosa che tenga unito”. Lo dice al Sir Paolo Dalla Sega, professore di Valorizzazione urbana e grandi eventi all’Università Cattolica di Milano, commentando la vittoria della candidatura di Milano e Cortina come sedi delle Olimpiadi invernali 2026. “Ho trovato molto positiva – prosegue il docente -, anche per l’esito ovviamente, la delegazione italiana con regioni, città diverse, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il messaggio del capo dello Stato che hanno molto insistito su questo essere insieme, sulle capacità nuove dell’Italia: la bellezza e l’accoglienza le conosciamo, ma anche una capacità organizzativa, che probabilmente viene da Expo e che adesso sarà bello mettere alla prova in un evento anche più importante in un certo senso, più popolare, più appassionante come le Olimpiadi 2026”.
Che frutti si aspetta? “Gli impatti positivi, che sono stati in parte calcolati dal punto di vista della produzione, dell’occupazione. Mi aspetto che l’Italia davvero rialzi la testa, e non è un gioco di parole, in un periodo in cui non siamo così amati fuori dai nostri confini, in particolare in Europa. Ancora, mi aspetto che l’Italia tenga assieme meglio città e montagna, città e territori, si ricordi di essere Paese e di avere una sua grandezza che tiene insieme e connette il macro e il micro, le regioni e le metropoli. Sia più Italia”.

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