Notizie Sir del giorno: Montenegro su Sea Watch 3, nomina amministratore apostolico di Lione, Olimpiadi 2026, beatificazione Aldo Michisanti ed Enrichetta Onorante, videocatechismo Chiesa cattolica

Sea-Watch3: card. Montenegro (Agrigento), “incomprensibile. Le leggi dovrebbero rispettare gli esseri umani”

“Incomprensibile”. Per il card. Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento, le leggi “dovrebbero essere fatte per rispettare gli uomini, invece a quanto pare ci dimentichiamo di avere davanti a noi degli esseri umani”. Lo afferma in una intervista al Sir sulla vicenda della nave Sea-Watch3 bloccata da dodici giorni in acque internazionali, al largo delle coste di Lampedusa, con 42 persone a bordo, alcuni dei quali in condizioni fisiche molto precarie a causa delle torture subite nei centri libici. “C’è un uomo che soffre. Potrebbe essere mio fratello, potrei essere io, laddove c’è sofferenza non posso voltare le spalle”, è questo il suo appello. La cosa “più logica” sarebbe farli sbarcare e poi decidere dove accoglierli: “L’Europa è così grande, non credo che così poca gente possa mettere in crisi un continente”. “A volte – osserva – sembra che l’unico parere possibile sia il silenzio perché determinati atteggiamenti sono incomprensibili. Le norme, le leggi dovrebbero essere fatte per rispettare gli uomini ma a quanto pare ci dimentichiamo che abbiamo davanti degli esseri umani. Che esseri umani debbano vivere così, in attesa chissà di chi o cosa, soltanto perché ci sono dei ‘no’ mi sembra incomprensibile. Perché va contro ogni logica: della sicurezza, della difesa… Si resta proprio senza parole”. A suo avviso “oramai stiamo cavalcando il cavallo dell’odio. La cosa più triste è che se una persona ha un’idea tutti possono permettersi il lusso di insultare. Ci stiamo incamminando verso la via della prepotenza e del far west. Quello che ha la pistola più veloce spara per primo”. (clicca qui)

Papa Francesco: nomina mons. Dubost amministratore apostolico di Lione

Il Papa ha nominato amministratore apostolico dell’arcidiocesi di Lione mons. Michel Dubost, vescovo emerito di Evry-Crobeil-Essonnes. Ne dà notizia oggi la sala stampa della Santa Sede. Il cardinale titolare di Lione rimane Philippe Barbarin, condannato a sei mesi con la condizionale per non aver denunciato i casi di presunti abusi sessuali sui minori da parte di un sacerdote della sua diocesi. Era stato lo stesso Barbarin a chiedere di essere momentaneamente sospeso dai suoi incarichi pastorali, in modo da potersi difendere dalle accuse durante il processo. La nomina di Dubost, infatti, come recita la formula latina – “sede plena et ad nutum Sanctæ Sedis” – conferisce al vescovo emerito pieni poteri a livello pastorale, ma per un periodo di tempo limitato, fino a cessate esigenze. (clicca qui)

Olimpiadi 2026: Abbiezzi (Univ. Cattolica), “saranno un motore culturale per il movimento sportivo con ricadute positive”

“Stiamo festeggiando e siamo ancora emozionati per la vittoria della candidatura di Milano e Cortina come sede per ospitare le Olimpiadi invernali 2026”. Lo dice al Sir Paola Abbiezzi, direttore didattico del master “Comunicare lo sport” dell’Università Cattolica. “La gioia – spiega Abbiezzi – è che si tratta di un grande evento che siamo certi  sarà un motore culturale per il movimento sportivo. Dal lavoro che già stiamo facendo in Università Cattolica abbiamo la sensazione che davvero ci sia una sensibilità nuova per lo sport, che non sia più percepito solo come qualcosa di performante. Un evento come le Olimpiadi non può che essere un catalizzatore del movimento culturale dello sport”. La professoressa si aspetta, quindi, degli effetti benefici: “Già Expo, che era stata accolta a Milano con perplessità come evento, ha invece stimolato molto fare. Un evento come le Olimpiadi speriamo possa avere una ricaduta positiva sul movimento sportivo e sul valore che lo sport può insegnare ai giovani”. Abbiezzi ricorda anche “il problema vero dell’abbandono dello sport, mentre le Olimpiadi possono essere il modello di un’attività che coinvolge tutti”. (clicca qui)

Ue: Corte di giustizia boccia la riforma polacca della magistratura. Commissione, necessario garantire lo stato di diritto

(Bruxelles) “La Commissione europea prende atto della sentenza della Corte di giustizia dell’Ue, che conferma la posizione della Commissione”. Non poteva mancare, a stretto giro di posta, la reazione dell’esecutivo comunitario a seguito della sentenza dei giudici europei che dà ragione alla Commissione stessa. La Corte di giustizia ha infatti stabilito che la legge polacca sulla Corte suprema, che riduce l’età pensionabile dei giudici della Corte suprema, è “contraria al diritto dell’Unione” e viola il principio dell’irremovibilità dei giudici e quindi quello dell’indipendenza della magistratura. “Questa è una sentenza importante a sostegno dell’indipendenza della magistratura in Polonia e oltre”, ribadisce la Commissione. “È anche un gradito chiarimento dei principi di irremovibilità e indipendenza dei giudici, che sono elementi essenziali di una tutela giudiziaria efficace nell’Unione europea. La sentenza chiarisce anche che, sebbene l’organizzazione della giustizia negli Stati membri rientri nell’ambito delle competenze nazionali, nell’esercizio di tale competenza gli Stati membri sono tenuti a rispettare gli obblighi previsti dal diritto dell’Unione. Ogni tribunale nazionale è anche un tribunale europeo quando applica il diritto dell’Ue. Gli Stati membri devono quindi garantire un’efficace tutela giurisdizionale per le persone nei settori disciplinati dal diritto dell’Unione”. (clicca qui)

Aldo Michisanti ed Enrichetta Onorante: card. De Donatis, “il matrimonio cristiano, icona dell’amore di Dio”

“Il matrimonio cristiano e la vita familiare vengono compresi in tutta la loro bellezza attrattiva, se sono ancorati all’amore di Dio che ci ha creato a sua immagine, così che noi potessimo dargli gloria come icone del suo amore e della sua santità nel mondo”. Parafrasando le parole di Papa Francesco, il cardinale vicario Angelo De Donatis ha dato inizio oggi a Roma al processo di beatificazione dei coniugi Aldo Michisanti ed Enrichetta Onorante “fedeli laici che hanno vissuto la genuinità evangelica della loro vocazione nell’umile e gioiosa santità del quotidiano, nell’amore a Dio, alla famiglia e nel servizio al prossimo”. Aldo caratterizzato sin dalla sua giovane età da un’intensa vita interiore e da un comportamento orientato all’abbandono in Dio, alla lettura della presenza della sua bontà anche nelle sventure. Enrichetta invece, dopo l’abbandono da parte del papà della famiglia, inizia molto presto la sua ricerca di senso della vita. In seguito alla guarigione di una malattia congenita al cuore, la piccola vive ogni istante della sua vita come regalo ricevuto. I due si incontreranno nell’agosto del 1965, e nonostante le resistenze della famiglia di Aldo, decideranno di sposarsi. La loro vita spirituale trova nutrimento all’interno del Movimento dei Focolari. Nel marzo 1997 Aldo muore per un malore e da quel momento Enrichetta spenderà la sua vita nel servizio alla Cei per gli interventi caritativi per il terzo mondo. “Hanno edificato chiunque incontrassero nel loro cammino – ha sottolineato De Donatis – ed avviando l’inchiesta diocesana sulla vita, le virtù e la fama di santità di Enrica e Aldo, poniamo l’attenzione su un concetto: la santità come cammino comunitario da fare a due a due”. (clicca qui)

Videocatechismo della Chiesa cattolica: Ruffini, “un’opera significativa in un mondo che le parole le sciupa”

“Un’opera ancora più significativa, in un mondo che le parole le sciupa e non si prende mai il tempo per meditarle ed ascoltarle”. Così Paolo Ruffini, prefetto del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede, ha definito il Videocatechismo della Chiesa cattolica, la prima e unica produzione a livello mondiale realizzata con le più moderne tecnologie di ripresa in 4k, presentata questa sera in Filmoteca vaticana. Con quest’iniziativa, come recita lo spot, il Catechismo della Chiesa Cattolica – l’opera più importante del pontificato di Giovanni Paolo II, realizzata nel 1992 con il contributo decisivo dell’allora cardinale Joseph Ratzinger, in qualità di prefetto della Congregazione per la dottrina della fede – sbarca “dalla carta al digitale”, grazie ad un’opera multimediale e multilingue nata da un’idea di don Giuseppe Costa, già direttore della Libreria editrice vaticana (Lev) e realizzata dal regista Gjon Kolndrekay in cinque anni di lavoro. “Per secoli la fede è stata trasmessa attraverso le immagini”, ha fatto notare Andrea Tornielli, direttore editoriale del Dicastero per la Comunicazione e moderatore dell’incontro: “Forse oggi c’è bisogno di una nuova alfabetizzazione con  i media”, realizzata tramite un prodotto che per la prima volta racchiude in un film tutta la fede cristiana, “per capire in modo semplice il senso della Chiesa in cammino”. Il Videocatechismo della Chiesa cattolica è un film di 25 ore diviso in 46 episodi, dove per la prima volta il Catechismo della Chiesa cattolica viene letto in maniera continua, senza sintesi o cesure, da oltre 3000 lettori di 70 nazionalità  diverse. 60mila le persone coinvolte. (clicca qui)

Asilo: Easo, domande in Ue ai livelli pre-crisi nel 2018. Record da Siria, Afghanistan e Iraq

(Bruxelles) “Le domande di asilo nell’Unione europea sono diminuite per il terzo anno consecutivo nel 2018, tornando ai livelli pre-crisi”. Le domande sono invece aumentate nei primi cinque mesi del 2019, “ma è troppo presto per attestare una variazione di tendenza”. Lo attesta l’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo (Easo, con sede alla Valletta) nella relazione annuale 2018 pubblicata oggi. Nel 2018 sono giunte 664.480 richieste di protezione internazionale, il 10% in meno dell’anno precedente; si conferma però “una forte variazione tra gli Stati membri e tra le singole cittadinanze” richiedenti. “Il tasso di riconoscimento in primo grado delle domande è stato del 39%, con una diminuzione di 7 punti percentuali rispetto all’anno precedente”. Siria (13%), Afghanistan e Iraq (7% ciascuno) sono i tre principali Paesi di origine dei richiedenti asilo. I primi 10 Stati di origine includono anche Pakistan, Nigeria, Iran, Turchia (4% ciascuno), Venezuela, Albania e Georgia (3% ciascuno). “Nel 2018, quasi un quinto di tutte le domande sono state presentate da cittadini di Paesi esenti dall’obbligo del visto per entrare nello spazio Schengen, compresi venezuelani, colombiani, albanesi e georgiani”. (clicca qui)

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