Caldo: Zanetti (Fatebenefratelli Brescia), “attenzione alla disidratazione per i malati di Alzheimer”

Prendersi cura degli anziani è una delle dieci raccomandazioni del ministero della Salute in questi giorni di grande caldo. Nel caso del malato di Alzheimer non ospedalizzato è un imperativo che accresce le incombenze già gravose dei familiari. “Indossare un abbigliamento leggero, ridurre la temperatura corporea con bagni e docce di acqua tiepida, bere con regolarità: tutto diventa più complicato quando si assiste una persona affetta da demenza che non sa comunicare adeguatamente – ricorda Orazio Zanetti, primario dell’Unità operativa Alzheimer dell’Irccs Fatebenefratelli di Brescia – e la prima cosa da fare è consultare il medico. Occorre infatti verificare che tutti i farmaci siano adeguati, visto che un malato di Alzheimer spesso è affetto da altre patologie, ed eventualmente aggiustare le terapie”. Il paziente demente è a rischio di sviluppare diverse malattie che aumentano ulteriormente il grado di dipendenza dalle famiglie, quando non impongono addirittura un ricovero, a causa delle alterazioni metaboliche che induce, ad esempio, la disidratazione. “La presenza di una malattia anche di lieve entità può rappresentare la causa di un’accentuazione nel livello di confusione nel malato di Alzheimer oppure della comparsa di irritabilità o agitazione. Talvolta l’agitazione precede di qualche ora la comparsa di sintomi indicativi di malattia, quali per esempio la febbre. Le difficoltà di comunicazione del paziente, tuttavia, rendono spesso difficile l’identificazione tempestiva dei sintomi della malattia concomitante. È necessario dunque rivolgersi al medico curante qualora il paziente presenti un improvviso peggioramento del livello di autonomia o delle capacità intellettive, nonchè allorquando compaia una modificazione comportamentale; prima di accettare le modificazioni, sia nell’autonomia che nel comportamento, come conseguenza della demenza è importante escludere altre condizioni patologiche, quale la disidratazione”, sottolinea Zanetti. Anche nelle forme più lievi, però, “la fatica, l’ansia e lo stress, particolarmente frequenti nei soggetti con deficit cognitivi, possono anch’essi essere accentuati da un habitat inadeguato e quindi dalle condizioni climatiche” conclude Zanetti, il quale precisa che “nelle fasi avanzate della malattia di Alzheimer il paziente è incapace di camminare e di svolgere qualsiasi attività della vita quotidiana, è incontinente e manifesta difficoltà nella deglutizione: il rischio di complicanze, quali malnutrizione e disidratazione diviene elevato”.
L’Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio Fatebenefratelli è presente in 50 paesi dei 5 continenti, con circa 400 opere apostoliche.

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