Povertà: Fish, “la disabilità può essere una delle cause, ma l’Istat non riporta dati specifici su chi vive questa condizione”

Nel 2018 a vivere in condizione di povertà assoluta sono state 1,8 milioni di famiglie per un totale di 5 milioni di individui (cioè l’8,4% dei residenti). È la fotografia che emerge dal rapporto annuale dell’Istat sulla povertà. Un rapporto che conferma il disagio di ampie fasce di popolazione. Un rapporto che però presenta alcune lacune, così come afferma la Fish (Federazione italiana per il superamento dell’handicap) in una nota diffusa quest’oggi. “L’Istat – spiega la Fish – non ha ancora adottato i principi della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, né gli impegni del Programma d’azione biennale sulla disabilità. All’interno del report non troviamo, infatti, dati specifici sulla condizione delle persone con disabilità o confronti col resto della popolazione. Un’occasione mancata per indagare correlazioni e darne contezza come base di serie politiche contro l’esclusione. Che la disabilità sia uno dei primi elementi di impoverimento delle persone e delle famiglie lo si deduce da altri studi ed analisi, purtroppo sempre più datati”. La Fish si riferisce in particolare al Rapporto sulle politiche contro la povertà e l’esclusione sociale pubblicato, nel 2012, dalla Commissione d’indagine sull’esclusione sociale, commissione che nel frattempo è stata soppressa. “Quel Rapporto – spiega Fish – illustrava come la presenza di una persona con disabilità nel nucleo familiare può essere una delle principali cause di deprivazione. Assenza di lavoro, sovraccarico assistenziale per la famiglia, costi sociosanitari, riflessi negativi sulla carriera lavorativa dei familiari sono, infatti, alcuni dei fattori che possono limitare l’accesso ai beni e ai servizi di cui dispone la maggior parte della popolazione”. Una quadro di deprivazione e povertà “che si combina spesso con altri elementi di discriminazione – aggiunge Fish -:  essere minori con disabilità (povertà minorile), essere donne con disabilità (disparità di genere), essere migranti con disabilità, vivere in territori con servizi e sostegni limitati”. Di fronte alle tante persone che vivono forme di discriminazione multipla, la Fish chiede maggiore consapevolezza e, di conseguenza, anche politiche e servizi atti a contrastare la povertà.

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